Alphonse Mucha, Sarah Bernardt con Iris tra i capelli litografia a colori, 1896

Alphonse Mucha, Sarah Bernardt con Iris tra i capelli litografia a colori, 1896

Prosegue fino al 21 luglio in Galleria Bertoia a Pordenone la mostra “Femmes 1900” promossa da Propordenone onlus, in collaborazione col Comune di Pordenone. L’esposizione, a cura di Maurizio Lorenzo, propone per la prima volta in Europa un excursus sull’immagine della donna nel periodo artistico Art Nouveau con una notevole quantità, qualità e varietà di manufatti artistici di levatura museale, provenienti da collezioni private, quindi di rara visione.

Attraverso quasi trecento pezzi originali – provenienti da tutta Europa di grafica, pittura e scultura, opere plastiche in ceramica e porcellana, oggetti in metallo, vetri, poster pubblicitari – l’esposizione offre una panoramica su come la figura della donna sia stata rappresentata, osservata e idealizzata dal movimento artistico che ha attraversato l’intera Europa alle soglie del XX secolo.

Autori delle opere sono artisti di fama internazionale, tra cui Mucha, Privat Livemont, De Feure,Toulouse Lautrec. Molte di esse non sono mai state esposte o pubblicate su cataloghi o articoli del settore.

Il percorso espositivo, realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, Reale Mutua Assicurazioni agenzia di Pordenone, Mediolanum private banking, Camera di Commercio Pordenone e Udine, Friulovest Banca, mette in evidenza le varie declinazioni del movimento artistico nei diversi paesi europei dal Modernismo spagnolo all’Art Nouveau francese al Liberty italiano alla Secessione austriaca allo Jugendstil tedesco.

Una sezione interamente dedicata a Eugene Grasset rende omaggio a uno dei padri della grafica moderna e del movimento Art Nouveau, a volte dimenticato. Accanto all’aspetto stilistico e artistico, viene sviluppato l’aspetto storico sociale focalizzandosi su una idea di donna nuova, che va nascendo proprio agli albori del nuovo secolo. Donne idealizzate e simbolo, ma anche donne vere, che di quell’epoca furono straordinarie protagoniste, antesignane della moderna figura della star internazionale: tra esse: Sarah Bernhardt, la “Divina”, Cleo De Merode la donna più fotografata del ‘900 e Loie Fuller una delle madri della danza moderna. Donne che hanno brillato non solo per le proprie doti artistiche, ma anche per uno straordinario carisma, una capacità ammaliatrice e di seduzione tali da farle divenire tra le maggiori icone di inizio ‘900.

Ciascuna sarà protagonista di una piccola sezione dedicata della mostra. Nella sala multimediale vengono proiettati alcuni spezzoni del film “Les amours de la reine Elisabeth” interpretato nel 1912 da Sarah Bernhardt, gentilmente offerto dalla Cineteca del Friuli e del cortometraggio “Création de la Serpentine” del 1908 con protagonista Loie Fuller.

La mostra ha anche una propria colonna sonora a tema: una ricchissima selezione di pezzi musicali del periodo Belle Époque, per una visita “immersiva”. In esposizione si segnalano diverse particolarità, che ne accentuano il carattere di unicità e originalità: un mosaico di Eugene Grasset, del quale esistono solo due esemplari giunti fino a noi (l’altro si trova in Francia al museo degli smalti e mosaici di Briare); tre esemplari di scultura della manifattura Goldscheider dai quali si può evincere come avveniva la commercializzazione delle opere d’arte aventi lo stesso soggetto con finiture e dimensioni diverse.

Correda la mostra un catalogo (Propordenone edizioni) a cura di Maurizio Lorenzo con contributi di Ivana D’Agostino, Maria Cristina Villa, Donata Patrussi, Maurizio Lorenzo, Andrea Speziali, Laurence Serre. A caratterizzare la mostra una ricchissima proposta di eventi collaterali, tra film, concerti, visite teatralizzate, percorsi in mostra, conferenze, libri, laboratori, danza, letture, racconti e brindisi.

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Redazione Sapereambiente
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