La festa nel giugno scorso per l'inaugurazione dello Stazzo del pastore, ora adibito ad attività didattiche e artistiche, nella sede del Parco regionale dell'Appia antica

La festa nel giugno scorso per l'inaugurazione dello Stazzo del pastore, ora adibito ad attività didattiche e artistiche, nella sede del Parco regionale dell'Appia antica

Testo di Alessia Rossitto

«È stato come aprire un tappo di uno champagne». Sono queste le parole di Alma Rossi, direttrice del Parco dell’Appia Antica di Roma, a proposito dell’enorme affluenza da parte dei cittadini dopo la riapertura post-covid. Si è verificato, sia quest’anno che dopo il calo dei contagi nel 2020, un vero e proprio ritorno alla natura, i parchi sono stati visti come una piacevole alternativa alle case in cui le persone sono rimaste per molto tempo. Così i parchi, fra i pochi luoghi in cui era ed è possibile andare con le misure di sicurezza attenuate, sono stati visti come “rifugi cittadini” nel quali le persone potevano incontrarsi, socializzare e migliorare la propria salute fisica e mentale.

 

Alma Rossi è la direttrice del Parco regionale dell'Appia Antica di Roma
Alma Rossi è la direttrice del Parco regionale dell’Appia Antica di Roma

 

Recenti studi realizzati dall’Istituto per la Bio-Economia del Cnr, hanno evidenziato la stretta relazione fra le aree verdi e la pandemia, riportando come i cittadini abbiamo sempre più compreso l’importanza del verde urbano e degli spazi aperti. Una conseguenza di questo, sono gli investimenti predisposti per le aree urbane dal Pnrr, in particolare per quanto riguarda la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.

Anche i parchi del Lazio, sono stati presi d’assalto e invasi dai visitatori dopo la riapertura.

Ed è importante sottolineare il lavoro svolto dai parchi e dalla Regione per coinvolgere i cittadini anche prima che finisse il lockdown: «Il parco dell’Appia Antica ha fatto un grosso lavoro di prevenzione, informazione e di ristrutturazione della segnaletica. Ma soprattutto la sottrazione del parco ha costretto anche noi a inventare un modo per intrattenere a casa le persone rimanendo allo stesso tempo in contatto con loro» riprende Alma Rossi.

 

Fondamentali sono state le campagne via Facebook e Instagram. Come quelle legate al disegno a matita della fauna e della flora, dedicate anche ai bambini, dalle quali è stato creato anche un Almanacco del parco in cui si raccontano gli aneddoti di personalità che lo hanno vissuto. Inoltre è stata fatta molta informazione e comunicazione. Oggi, dopo la riapertura, i visitatori trovano anche nuove misure di sicurezza: sono stati chiusi i tavoli da pic-nic e posizionati degli adesivi sulle panchine perché si rispetti il distanziamento.

«Ci siamo impegnati molto perché tutti rispettino le norme e per rendere comprensibili i contenuti dei diversi decreti ministeriali» ha proseguito la Rossi.

I visitatori poi sono stati coinvolti anche grazie agli eventi organizzati nell’ambito del programma finanziato dalla Regione “L’estate delle meraviglie – Vivi i parchi del Lazio”, con una una serie di eventi e attività di animazione all’aperto per bambini, in collaborazione con le associazioni. Durante l’ultimo anno hanno partecipato 15.000 persone, a testimonianza di quel bisogno di stare nella natura e nel verde di cui si diceva. La maggior parte delle persone, come dimostrano le rilevazioni effettuate, si sono avvicinate al parco di recente, quelli che già lo conoscevano hanno notato una maggiore pulizia e diverse migliorie al suo interno. E quest’anno lo slogan dei parchi regionali sarà “Assaggi naturali” con tante attività da scoprire: il programma è qui.

 


L’articolo è stato realizzato nell’ambito del Corso di giornalismo ambientale e culturale di Sapereambiente. Workshop a cura di Gabriele Salari

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