Rifiuti di carta

Rifiuti di carta (Foto: Pxfuel)

Rifiuti di carta
Rifiuti di carta (Foto: Pxfuel)

 

La carenza di cartone potrebbe rendere più difficile affrontare l’emergenza coronavirus. A lanciare l’allarme è The Recycling Association (Tra), la più grande rete di operatori indipendenti di riciclo di rifiuti nel Regno Unito. Secondo  la Tra, con le consegne a domicilio alle stelle, gran parte della fibra (carta e cartone usato) finirà nei cassonetti domestici e questo significa che sarà incenerita o messa in discarica.

«L’Europa è già a corto di fibre con cui realizzare scatole di cartone, e questo è un motivo di grande preoccupazione per noi – ha dichiarato Simon Ellin, amministratore della rete degli operatori –  Il cibo e le forniture mediche si muovono grazie alle scatole di cartone e se non riusciamo a realizzarle, tutto si ferma».

Intanto,  importanti quantità di fibra sono state perse anche dai principali rivenditori al dettaglio come McDonald’s, Primark, John Lewis, Argos e B&Q, dopo la chiusura delle attività non essenziali. Notevoli disagi, poi, sono stati segnalati dai lavoratori che lavorano a contatto con i rifiuti: mancano guanti e mascherine e spesso non viene rispettata la distanza di sicurezza nei veicoli per la raccolta. In alcune zone del Regno Unito, dove non si è effettua più con regolarità il servizio di raccolta rifiuti, molti cittadini hanno innescato incendi nei cortili.

Ma il riciclo di rifiuti è principalmente un mercato globale. E il blocco dei flussi di materiali, determinato dalle misure per contrastare le diffusione del  Covid-19, sta costringendo importanti paesi europei a cercare delle soluzioni. La Germania,  in particolare,  non potendo ricevere più la fibra dalla Polonia, si sta rivolgendo alla Francia e al Regno Unito.

 

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Michele D'Amico
Michele D'Amico
Sono nato nel 1982 in Molise. Cresciuto con un forte interesse per l’ambiente.Seguo con attenzione i movimenti sociali e la comunicazione politica. Credo che l’indifferenza faccia male almeno quanto la CO2. Giornalista. Ho collaborato con La Nuova Ecologia e blog ambientalisti. Attualmente sono anche un insegnante precario di Filosofia e Scienze umane. Leggo libri di ogni genere e soprattutto tante statistiche. Quando ero piccolo mi innamoravo davvero di tutto e continuo a farlo.

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