Paulinho Paiakan

Paulinho Paiakan era a capo della comunità nativa dei Kayapo', in Amazzonia

Un minuto o un’ora di silenzio, in mezzo al grande baccano del mondo di oggi, per onorare la figura di Paulinho Paiakan, leader indiscusso del popolo Kayapò che abita la valle dello Xingù, uno dei 1.100 affluenti del Rio delle Amazzoni.

 

Fabrizio Carbone mentre intervista Paulinho, nel 1989, per il programma Mixer
Fabrizio Carbone mentre intervista Paulinho, nel 1989, per il programma Mixer

Se l’è portato via la Covid-19. Non ci erano riusciti i garimpeiros, i cercatori d’oro fuori legge, né i queimadores e i madedeiros, i tagliatori illegali della foresta, né i fazendeiros, i latifondisti che tutto possono perché corrompono le autorità locali e usano i pistoleros per uccidere chi non sta dalla loro parte. E neppure tutta quella schiera di malfattori che sono in combutta  per distruggere la Mata Virgem, la grande foresta pluviale, uno dei polmoni del mondo.

Chi scrive aveva conosciuto Paulinho 31 anni fa ad Altamira, nello stato amazzonico del Parà, quando i Kayapò organizzarono un incontro con gli altri popoli della foresta per protestate contro il progetto di sbarrare il fiume con una serie impressionante di elettrodighe, che avrebbero allagato milioni di ettari di foresta, portato la fame e la malaria.

 

Chi scrive intervistò Paulinho per un servizio speciale di Mixer, il programma televisivo che allora dirigeva Giovanni Minoli.

Chi scrive l’Amazzonia la conosceva dal 1972, dal primo viaggio per incontrare gli Yanomani.

Chi scrive, nel 1993, pubblicò un saggio, adottato come testo universitario alla Sapienza di Roma che a leggerlo oggi sembra scritto poche ore fa.

Onore a Paulinho e disonore a tutti quelli che oggi, con il presidente del Brasile Bolsonaro, vogliono far scomparire questo paradiso naturale, eliminare gli indios e fare terra per allevamenti intensivi di bestiame, per coltivare sterminate piantagioni di soia e mais transgenici.

Purtroppo un alleato di questa genia è il Sars-CoV-2 che può sterminare popolazioni che non hanno anticorpi per il morbillo o la scarlattina, figuriamoci per quest’ultimo micidiale virus.

Saperenetwork è...

Fabrizio Carbone
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, ha lavorato alla redazione romana de "Il Resto del Carlino" dal 1968 al 1972 (nel 1972 da New York), dal 1973 alla redazione romana de "La Stampa" fino al 1978 e alla redazione romana di "Panorama" dal novembre 1978 fino al 2002. All'inizio della sua attività si è interessato soprattutto di attualità, cronaca nera e giudiziaria. Dopo aver seguito inchieste giudiziarie, scandali politici e trame eversive (fino al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro) ha riversato il suo interesse, negli ultimi vent'anni di attività, per lo più sulle tematiche legate alla cultura, all'ambiente e alla protezione della natura. Per la casa editrice Iperborea ha scritto le introduzioni dei primi cinque libri di Arto Paasilinna pubblicati in Italia. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Dipinge da oltre 50 anni. La ricerca pittorica, olio su tela e acquerello su carta, spazia tra l'astrattismo naturalistico e il verismo che si rifà alla wildlife art anglosassone: dipingere dal vero animali e ambienti. Ha esposto ed espone in mostre collettive e personali in Italia e all'estero. È socio onorario dell'Aipan (associazione italiana per l'arte naturalistica) ed è tra i fondatori del progetto Ars et Natura, insieme ad un gruppo di artisti fra cui Concetta Flore, Federico Gemma, Graziano Ottaviani e Marco Preziosi, Stefano maugeri e Ale Troisi. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News. È stato insignito dal Presidente della Repubblica finlandese, signora Tarja Halonen, dell'ordine di Cavaliere della Rosa Bianca di Finlandia. Vive tra Roma e Kuusamo, Finlandia del Nordest.

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