Uno scorcio della Foresta Casentino

Uno scorcio della Foresta del Casentino, sulla catena appenninica tosco-emiliana che si estende dalla Verna fino al Monte Falterona

Gran Cereale e Legambiente insieme per la tutela dei boschi

In occasione del World Rainforest Day, quest’anno dedicato alla riforestazione, Gran Cereale ricorda l’impegno per la tutela di sei boschi italiani, nell’ambito della campagna Mosaico Verde, promossa da Legambiente

È un progetto che coinvolge un totale di 13 ettari di terreno e messa a dimora di circa 3.200 tra piante e arbusti. Si chiama Boschi di Gran Cereale e mira all’aumento della biodiversità, al ripopolamento naturale, alla stabilizzazione del suolo, e alla riduzione rischio propagazione incendi. Obiettivi ambiziosi, che oggi, 22 giugno, in occasione del World Rainforest Day, Gran Cereale racconta, illustrando i risultati ottenuti nell’ambito della campagna nazionale Mosaico Verde promossa da Legambiente per la tutela di 6 boschi italiani. Boschi che, purtroppo, soffrono di problematiche legate a calamità naturali, vegetazione infestante, incendi e dissesto idrogeologico.

Da Nord a Sud, i boschi da tutelare

Le aree individuate nell’ambito dell’iniziativa Boschi di Gran Cereale che soffrono di problematiche ambientali che ne determinano l’impoverimento del bosco, sono dislocate da Nord a Sud. Tra queste vi è la Val di Sella in Trentino Alto – Adige, il Parco Regionale di Portofino in Liguria, il Parco Nazionale Foreste Casentinesi in Toscana, il Parco Regionale Valle del Treja nel Lazio, il Parco Nazionale del Gargano in Puglia e il Parco Nazionale del Pollino in Basilicata.

«I boschi svolgono una funzione primaria per la nostra vita e per il Pianeta – dichiara Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente – Salvaguardare gli ecosistemi forestali significa garantirci il futuro: qualsiasi intervento che viene fatto, anche il più piccolo, è utile per contribuire alla salvaguardia della biodiversità».

 

Antonio Nicoletti
Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente

Le foreste, linfa vitale del Pianeta

Gli fa eco Stefano Mancuso, Neurobiologo Vegetale, Professore all’Università di Firenze e Direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (Linv):

«Le foreste sono il motore della vita del pianeta. La vita esiste perché esistono le piante che la sostengono – afferma il professor Mancuso – Il nostro futuro come specie umana è legato alla possibilità che riusciamo a proteggere quanto più possibile ogni ecosistema forestale e che possiamo aumentarli utilizzando ogni mezzo esistente. Ogni iniziativa che vada in questo senso deve essere accolta con gioia come benemerita».

 

Stefano Mancuso
Stefano Mancuso, professore all’Università di Firenze e Direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (Linv)

 

 

L’aumento della biodiversità attraverso l’innesto di nuovi alberi e l’introduzione di specie autoctone, la ricolonizzazione naturale del bosco, la stabilizzazione del suolo, la riduzione del rischio di propagazione di incendi e malattie, e la pulizia delle aree, sono alcuni dei principali benefici del progetto. «I boschi delle aree ripristinate e rimboschite grazie al contributo di Gran Cereale – continua Nicoletti – rispondono alle esigenze di tutelare meglio territori ad elevata naturalità del nostro Paese e sono in linea con le strategie conservazione della biodiversità forestale a scala globale. Abbiamo realizzato sei interventi diversi tra loro ma con un unico filo conduttore: dare un contributo a ripristinare la biodiversità e gli ecosistemi dei territori interessati valorizzando al meglio la biodiversità autoctona».

I boschi in Italia e nel resto del mondo

D’altronde è bene ricordare che il nostro Paese, secondo i dati del Rapporto sulle Foreste del Mipaaf, è tra i Paesi europei con la maggiore percentuale di superficie boscata rispetto al totale: i boschi coprono il 39% della superficie del territorio nazionale, con 11 milioni e 800 mila ettari. Un patrimonio che va tutelato perché è messo costantemente a rischio da cambiamenti climatici, roghi e della degradazione ambientale dovuta all’attività erosiva delle acque superficiali. Ad oggi, il tasso d’incremento riguardo la rigenerazione naturale e la riforestazione è pari a circa di 42 mila ettari all’anno. 

 

 

Tuttavia nel mondo il tema della deforestazione diventa sempre più urgente. Come riporta Legambiente nel suo ultimo dossier Biodiversità a rischio, circa 13 milioni di ettari di foreste nel Mondo vengono distrutti ogni anno, con conseguenze anche per il nostro clima: gli alberi, infatti, assorbono CO2 diventando un deposito di carbonio.

Ridurre le emissioni da CO2

Gran Cereale  dal 2018 ha ridotto e compensato le emissioni di CO2 della propria filiera produttiva, grazie al sostegno di un progetto internazionale certificato di salvaguardia forestale presso l’isola amazzonica di Marajo, in Brasile. Il progetto ha l’obiettivo di salvare 2.500 ettari dalla deforestazione e genera una serie di importanti benefici come preservare flora e la fauna della zona, generare fonti di reddito alternative alle popolazioni locali e dare un sostegno sociale alla comunità attraverso la costruzione di una scuola. Emanuele Marra, Marketing Manager di Gran Cereale, sottolinea:

«La mission “Buono per Te, Buono per il Pianeta” di Barilla si traduce nell’Impegno Integrale di Gran Cereale. Un programma di iniziative che mira al miglioramento continuo dei nostri prodotti, ricette realizzate con farina integrale 100% da agricoltura sostenibile, senza olio di palma, grassi idrogenati e additivi conservanti».

Un impegno che continua anche con l’uso del packaging riciclabile, con cui sono impacchettati i prodotti Gran Cereale.

 

Guarda l’intervento di Emanuele Marra, Marketing Manager di Gran Cereale

 

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