Un'esemplare di castoro nell'inedito di Fabrizio Carbone

Bentornato castoro

È tornato in Italia attraversando le Alpi orientali con passo lento, da bravo montanaro. E ha portato con sé un dilemma zoologico, legato alla sua origine: europeo o canadese? Se si trattasse di un esemplare europeo, sarebbe un ritorno assai gradito, un’eventuale (ri)presa del Vecchio Continente, assediato dal più diffuso rivale nordamericano…

Ci sono storie nel mondo della Natura maiuscola che non ti aspetti. O che speri e sogni che si avverino. Questa è una di quelle ed è tutta da raccontare. Riguarda una specie che gli zoologi più esperti ritengono estinta in Italia da 450-500 anni. Parliamo del castoro, uno dei roditori più grandi al mondo, costruttore eccellente di dighe, distruttore di alberi con i suoi denti robusti e ricchi di ferro, rosicchiatore di cortecce (la sua quasi unica fonte di cibo). E il castoro, famoso per la sua calda pelliccia, è tornato in Italia. Con passo lento e corto, come si dice per i montanari, ha attraversato le Alpi in quella fascia orientale dove Austria, Slovenia e Italia si toccano. Da lì è sceso probabilmente seguendo il corso di ruscelli e torrenti, cibandosi di cortecce, tagliando rami di pioppi e di salici, ontani e betulle.

 

Un esemplare di castoro nell’inedito di Fabrizio Carbone

 

Dilemma zoologico

È arrivato solo o in coppia? Per ora non si sa ma si spera che questa migrazione naturale e del tutto anomala sia stata compiuta in compagnia. La scoperta del castoro è avvenuta grazie al ricercatore Renato Pontarini che monitora con video trappole un certo numero di “corridoi” nord-sud  ma anche est-ovest per individuare mammiferi che si stanno spostando ormai da anni verso il Friuli, le montagne del tarvisiano e la splendida zona dei laghi di Fusine.

Una fototrappola lo ha immortalato. Un castoro senza ombra di dubbio. Ma quale delle due specie?

E qui si apre un dilemma zoologico di grande rilevanza. È il castoro europeo (Castor fiber il suo termine scientifico) oppure il suo rivale nordamericano (Castor canadensis)? Non ho informazioni per poterlo classificare. Probabilmente i ricercatori che lo hanno individuato avranno modo di stabilirne la specie se troveranno tracce come peli o feci per poter avere la risposta dal Dna. E conoscere anche il sesso.

 

Guarda la ripresa di Renato Pontarini di un castoro nel Tarvisiano,
l’animale più raro d’Italia

 

Questioni di “geopolitica”. Anche tra i visoni…

Il problema non è da poco. Il castoro europeo è presente in molte zone del nostro continente dalla Francia, alla Germania, Polonia, Scandinavia. Esiste una colonia di castori in Austria ed è probabilmente da lì che il nostro Ponta, nome in onore del ricercatore che lo ha scoperto, e arrivato. Ma i suoi areali sono molto circoscritti perché il castoro nordamericano lo ha relegato in piccole fasce di boschi e fiumi e lo tiene quasi sotto assedio. Questo succede perché il canadese è geneticamente più forte e così impedisce all’europeo di espandersi e farcela. Una lotta che avviene anche tra i visoni europei e quelli nordamericani, solo che in questo caso i visoni europei stanno sparendo e rischiano l’estinzione.

 

25 aprile, disegno di Fabrizio Carbone

Mappe, storie e “battaglie”…

Ma i castori canadesi come sono arrivati? Come specie aliene o alloctone hanno fatto irruzione nel nostro sistema naturale all’inizio perché fuggiti dalle gabbie degli allevamenti da pelliccia o per essere stati rilasciati da chi li aveva in cattività e ha pensato male di liberarli. Ecco quindi che per il “nostro” castoro ci sono due possibilità: sarebbe importantissima se si trattasse di castoro europeo, deludente se fosse solo canadese. Si vedrà. Soprattutto si vedrà se questo “esploratore” sopravviverà ad ambienti in parte molto diversi dai suoi preferiti: freddi e nordici.

E proprio perché spesso le storie si intrecciano, mentre la notizia del castoro in Italia faceva clamore tra gli zoologi, un amico finlandese mi spediva una fotografia di un castoro arrivato al circolo polare artico nella fascia di confine con la Russia.

Una presenza a quelle latitudini spiegata dal fatto che i cambiamenti climatici incidono fortemente sulle migrazioni naturali di specie abituate a vivere anche 5-600 chilometri più a sud. Naturalmente i finlandesi, che hanno una capacità di classificare tutto quanto riguarda la Natura, hanno una carta geografica in cui sono mappate tutte le zone, in rosso, dove vive ora il castoro canadese e quella, in verde, circoscritta e assediata, dove resistono i nostri europei. Sono battaglie e storie che appassionano una minuscola percentuale di popolazione umana e lasciano indifferenti tutti gli altri.

 

La mappa dei castori in Finlandia

Saperenetwork è...

Fabrizio Carbone
Fabrizio Carbone
Giornalista professionista dal 1970, ha lavorato alla redazione romana de "Il Resto del Carlino" dal 1968 al 1972 (nel 1972 da New York), dal 1973 alla redazione romana de "La Stampa" fino al 1978 e alla redazione romana di "Panorama" dal novembre 1978 fino al 2002. All'inizio della sua attività si è interessato soprattutto di attualità, cronaca nera e giudiziaria. Dopo aver seguito inchieste giudiziarie, scandali politici e trame eversive (fino al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro) ha riversato il suo interesse, negli ultimi vent'anni di attività, per lo più sulle tematiche legate alla cultura, all'ambiente e alla protezione della natura. Per la casa editrice Iperborea ha scritto le introduzioni dei primi cinque libri di Arto Paasilinna pubblicati in Italia. A partire dalla metà degli anni ottanta ha prodotto e diretto, insieme a Riccardo Truffarelli (gruppo 6 aprile, Perugia) numerosi documentari in Amazzonia, Costa Rica, Norvegia, Finlandia, Inghilterra, Italia per i programmi culturali della Rai3, tra cui Geo, Geo&Geo, il Viaggiatore. Ha diretto 6 speciali, tra il 2004 e il 2007, per la trasmissione Stella del Sud (Rai 1) in Etiopia, Tanzania, Amazzonia, Groenlandia, Norvegia, Mauritania. Dipinge da oltre 50 anni. La ricerca pittorica, olio su tela e acquerello su carta, spazia tra l'astrattismo naturalistico e il verismo che si rifà alla wildlife art anglosassone: dipingere dal vero animali e ambienti. Ha esposto ed espone in mostre collettive e personali in Italia e all'estero. È socio onorario dell'Aipan (associazione italiana per l'arte naturalistica) ed è tra i fondatori del progetto Ars et Natura, insieme ad un gruppo di artisti fra cui Concetta Flore, Federico Gemma, Graziano Ottaviani e Marco Preziosi, Stefano maugeri e Ale Troisi. Coinvolto da sempre nella protezione e nella conservazione della natura è stato tra i soci fondatori del Wwf Italia, consigliere nazionale della stessa associazione, nel 2002, ma anche, nei primi anni ottanta, di Legambiente e Lipu. È direttore responsabile di Greenpeace News. È stato insignito dal Presidente della Repubblica finlandese, signora Tarja Halonen, dell'ordine di Cavaliere della Rosa Bianca di Finlandia. Vive tra Roma e Kuusamo, Finlandia del Nordest.

Parliamone ;-)