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Infinite Fiber è una delle realtà finlandesi più impegnate nell'economia circolare nel settore tessile

Eco-vestiti e felici. La Finlandia e il tessile sostenibile

Secondo il World Happiness Report, studio annuale condotto dalle Nazioni Unite, da tre anni è il Paese più felice del mondo. Che sia vero o meno, di sicuro la repubblica nordica investe molto in sostenibilità. E negli ultimi tempi soprattutto nel settore dell’eco-tessile

La sostenibilità ambientale nel settore tessile è un tema che da alcuni anni è diventato centrale, considerato quanto la produzione e il consumo di prodotti tessili incidono globalmente a livello ambientale, climatico e sociale. Che il tema sia dibattuto e sempre più sentito anche dai consumatori lo dimostra anche il trend sui social degli hashtag legati all’ecofashion. La Finlandia, da tre anni Paese più felice del mondo per il World Happiness Report, lo studio annuale condotto dalle Nazioni Unite, e da sempre particolarmente sensibile al tema della sostenibilità, per favorirla mette a disposizione soluzioni innovative a tutti i livelli dell’ecosistema tessile, dando vita ad un vero e proprio circolo virtuoso.

Recuperare l’intero ciclo di vita di un tessuto

Tra le realtà finlandesi che si distinguono nel campo ci sono Rester, NordShield®, Spinnova, Infinited Fiber Company, Emmy. Spiega Marika Ollaranta, responsabile del programma Bio and Circular Finland di Business Finland, l’organizzazione finlandese per il commercio, gli investimenti, la promozione dei viaggi e il finanziamento dell’innovazione:

 

Marika Ollaranta è la responsabile del programma Bio and Circular Finland di Business Finland
Marika Ollaranta è la responsabile del programma Bio and Circular Finland di Business Finland

 

«Sostituendo le materie prime con componenti riciclati o utilizzando, per esempio, fibre tessili a base di legno, e mantenendo i materiali già esistenti nell’economia il più a lungo possibile, abbiamo l’opportunità di avere un notevole impatto sull’intero sistema globale e sulle filiere tessili».

Le innovazioni finlandesi, sottolinea Ollaranta, offrono soluzioni rivoluzionarie che coprono l’intero ciclo di vita di un tessuto: «I governi, i consumatori e l’industria stessa stanno prendendo coscienza delle sfide e delle opportunità per un settore, quello tessile, molto orientato al monouso, in cui è necessario lavorare per creare consapevolezza e cambiare mentalità e comportamenti, così da rendere il ciclo di vita dei tessuti più sostenibile, mantenendo allo stesso tempo un alto livello di qualità e sostenibilità anche in termini di costi».

 

Finnish Forest Kuusamo (Foto: Tarja Hoikkala)
Finnish Forest Kuusamo (Foto: Tarja Hoikkala)

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er governare i problemi legati ai rifiuti tessili, nel 2025 entreranno in vigore nell’Unione Europea nuovi regolamenti sul riciclo dei materiali. La Finlandia ha scelto di non attendere e di iniziare il processo già dal 2023. La Rester, insieme a Lsjh, azienda di gestione dei rifiuti urbani della Finlandia sud-occidentale, ha messo in piedi un progetto che riunisce il settore privato e quello pubblico nella gestione degli scarti tessili e sta aprendo un impianto di raffinazione tessile a Paimio, nel sud del Paese, che raffinerà i prodotti tessili a fine vita trasformandoli in fibre di materie prime che potranno essere usate per la realizzazione di nuovi prodotti.

 

 

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Un’altra vita, prima e dopo il consumo

Il sito punta a diventare uno dei più grandi impianti di raffinazione tessile del Nord Europa, facendo della Finlandia uno degli hub di riciclo dei paesi nordici. Le due linee di produzione dell’impianto lavoreranno i prodotti tessili post-consumo domestico e quelli pre-consumo, derivanti dal settore B2B, il cosiddetto business to business.

 

Paimio: la prima pietra dello stabilimento di trasformazione tessile. Credit Rester
Paimio, in Finlandia, la prima pietra dello stabilimento di trasformazione tessile (Foto: Rester)

 

Al suo lancio, l’impianto tratterà in un anno 12.000 tonnellate di prodotti tessili a fine vita. Il piano è di aumentare il volume in futuro per raddoppiarne la capacità. «La nostra visione – dice Outi Luukko, Ceo di Rester – è costruire un’eco-comunità, Green Field Hub, a Paimio, e creare un sistema circolare che permetta il riutilizzo e il riciclo dei tessili su larga scala, insieme agli altri attori dell’ecosistema».

La tecnologia NordShield®

L’azienda biotecnologica NordShield®  ha creato invece una tecnologia antimicrobica a base naturale che funziona contro batteri, funghi e virus. Priva di metalli pesanti, nelle sue varie forme può essere applicata a tessuti e fibre così come a dispositivi medici, plastiche e persino alla pelle.  «Il potere della natura è il potere di NordShield®. Vogliamo eliminare l’uso di ingredienti non sostenibili, non rinnovabili e tossici nella protezione antimicrobica. Offrendo un’alternativa superiore ai prodotti antimicrobici attualmente esistenti, incidiamo positivamente sul mondo e contribuiamo a creare una nuova normalità, che faccia sentire le persone più sicure possibile. La nostra tecnologia riduce al minimo il carico chimico sull’ambiente ed è anche competitiva dal punto di vista dei costi», dice il Ceo Kristoffer Ekman.

 

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Soluzioni anti batteriche

Il NordShield® BioLayr, lanciato di recente, è una soluzione antibatterica che rende i tessuti antimicrobici in maniera duratura. La tecnologia NordShield® Brilliant può essere applicata a molteplici prodotti, come ad esempio quelli per l’igienizzazione di mani, piedi, superfici e maschere facciali. I test condotti nel dicembre 2020 e nel gennaio 2021 confermano la sua efficacia duratura fino a cinque settimane. I prodotti NordShield® Brilliant contengono alcol per un effetto immediato, ma l’efficacia di lunga durata deriva dalla loro tecnologia innovativa che non evapora ma forma una barriera fisica, simile a un’armatura, sulla superficie trattata.

Spinnova, nuovi materiali e recupero

Dal punto di vista dei nuovi materiali, Spinnova e Infinited Fiber Company hanno ideato processi innovativi che permettono di ricavare la fibra dalla pasta di legno e dai tessuti scartati. L’azienda tessile Spinnova produce la fibra direttamente dalla pasta di legno senza dispersione e senza utilizzare sostanze chimiche nocive.

La produzione di fibra tessile sostenibile fatta con questo metodo crea 0% di rifiuti, 0% di microplastiche e ha emissioni di CO2 e consumo di acqua minimi. Una soluzione dalle grandi potenzialità se si considera che circa il 65% delle terre emerse in Finlandia è ricoperto da foreste e dove pini, abeti e betulle dominano il paesaggio.

«Vogliamo aiutare a colmare il deficit di sostenibilità dell’industria tessile rendendo i materiali a base di cellulosa efficienti dal punto di vista dei costi ed ecologici, così che divengano i preferiti dai brand», afferma Emmi Berlin, responsabile della comunicazione di Spinnova. La collaborazione di Spinnova con l’iconica casa di design Marimekko ha intanto ottenuto un riconoscimento, nella categoria Sostenibilità, agli Innovation by Design Awards 2020 di Fast Company.

Infinna™, fibra rigenerata di alta qualità 

L’azienda biotecnologica Infinited Fiber Company, recentemente inserita nella lista 2021 Global Cleantech 100, è nota per la tecnologia che può trasformare i tessuti scartati in una fibra tessile rigenerata di alta qualità, chiamata Infinna™, che offre un’alternativa in qualità di prodotto da economia circolare alle fibre tessili convenzionali.

 

Petri Alava è il Ceo di Infinited Fiber Company,
Petri Alava è il Ceo di Infinited Fiber Company,

«La tecnologia di Infinited Fiber non dipende da una singola materia prima, ma offre un modo per creare valore da più flussi di materiale di scarto, riducendo la pressione sulle risorse naturali, sulla terra e sull’acqua», dice il cofondatore e Ceo Petri Alava.

La tecnologia, continua Alava, può essere alimentata con una gamma di materie prime ricche di cellulosa per creare fibre tessili uniche con l’aspetto naturale del cotone ma proprietà superiori: «Le fibre create hanno proprietà antimicrobiche naturali, sono biodegradabili, non contengono microplastiche e possono essere riciclate insieme ad altri scarti tessili».

 

Guarda il video di Infinited Fiber Company

Il New Cotton Project dell’Unione Europea

Infinited Fiber Company è anche a capo del New Cotton Project finanziato dall’Ue. Per un periodo di tre anni, i materiali tessili di scarto saranno raccolti, selezionati e rigenerati in esclusive fibre tessili a base di cellulosa della Infinited Fiber Company. Le fibre derivanti da materiale rigenerato saranno utilizzate per realizzare tessuti per l’abbigliamento ideato, prodotto e venduto dal marchio globale Adidas e dalle aziende del gruppo H&M.

Emmy, il negozio online di usato di alta qualità

Emmy Clothing Company  infine ha creato un virtuoso servizio di rivendita dei capi, che contribuisce a prolungare il ciclo di vita dei tessuto. Si tratta infatti di un marketplace online nordico leader nel comparto dell’abbigliamento usato di prima qualità. Il webstore permette ai consumatori, ai rivenditori di abbigliamento e ai marchi di moda di rivendere, scoprire e acquistare in modo facile ed efficiente capi premium.
«Allungare il ciclo di vita dell’abbigliamento è la nostra missione. Il modo più sostenibile è quello di utilizzare l’abbigliamento nella sua forma originale. Vogliamo offrire ai nostri clienti un modo divertente, comodo e gratificante per riciclare i vestiti», spiega Taru Marjamaa, Ceo di Emmy.

Saperenetwork è...

Marina Maffei
Marina Maffei
Giornalista e cacciatrice di storie, ho fatto delle mie passioni il mio mestiere. Scrivo da sempre, fin da quando, appena diciassettenne, un mattino telefonai alla redazione de Il Monferrato e chiesi di parlare con l'allora direttore Marco Giorcelli per propormi nelle vesti di apprendista reporter. Lì è nata una scintilla che mi ha accompagnato durante l'università, mentre frequentavo la facoltà di Giurisprudenza, e negli anni successivi, fino a quando ho deciso di farne un lavoro a tempo pieno. La curiosità è la mia bussola ed oggi punta sui nuovi processi di comunicazione. Responsabile dell'ufficio stampa di una prestigiosa orchestra torinese, l'OFT, scrivo come freelance per alcune testate, tra cui La Stampa.

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