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Economia circolare: tra eccellenza e carenze, l’Italia divisa in due

Secondo un recente rapporto elaborato dal professor Duccio Bianchi, il Nord Italia è all’avanguardia in Europa per l’economia circolare. Il nostro Settentrione supererebbe addirittura Olanda, Svezia e Germania. Ma dallo studio emerge anche il grosso divario tra Nord e Sud del Belpaese

Il nord-ovest, e in generale tutto il nord dell’Italia, ha l’economia più “green” d’Europa. Un’eccellenza in ambito di economia circolare, più ancora di Paesi come la Germania, la Svezia e l’Olanda, abitualmente celebrati come i più avanzati quanto a sostenibilità ambientale e capacità di eco-innovazione delle rispettive economie. A sostenerlo è il rapporto Economia circolare. Il Nord eccellenza d’Europa elaborato dal professor Duccio Bianchi, fondatore dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e curatore del Rapporto annuale sullo stato dell’ambiente per Legambiente.  Se l’insieme delle regioni del nord Italia, in particolare del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria), fossero uno Stato membro dell’Unione Europea, sarebbero primi in classifica nel settore dell’economia circolare.

 

Dino Bianchi
Duccio Bianchi è il curatore del rapporto annuale Ambiente Italia e per molti anni ha coordinato la redazione del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente

Lo studio

La valutazione contenuta nel dossier si basa su 16 indicatori: dal consumo di materia al consumo di energia, dalla produzione al tasso di riciclo dei rifiuti, dalle emissioni di gas climalteranti alla quota di rinnovabili sul mix energetico, dal tasso d’uso di materia circolare al suolo artificializzato procapite. I 16 indicatori sono a loro volta suddivisi in tre macrocategorie ma tutti concorrono a delineare un quadro virtuoso per il nord Italia. Secondo il rapporto, presentato a settembre al Festival Circonomia di Alba, il nord-ovest italiano è primo in Europa per tasso di riciclo sul totale di rifiuti prodotti (77,7%) e si colloca nelle prime posizioni anche per quota di motorizzazioni alternative a benzina e diesel (metano, Gpl, ibrido, elettrico) per quanto riguarda il parco auto. Inoltre, l’Italia del nord vanta le migliori prestazioni tra i grandi paesi della Ue in termini di consumi di energia da fonti rinnovabili.

 

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Cuneo, provincia all’avanguardia

Tra le province del nord ovest in prima linea sul tema economia circolare c’è sicuramente la provincia di Cuneo, come spiega il direttore di Confindustria Cuneo, Giuliana Cirio:

«Eravamo in prima linea già in anni in cui la cultura ambientale non si era ancora sviluppata come adesso. Quando si parla di economia circolare si parla di un contesto dove non tutte le imprenditorialità sono consenzienti e collaborative. Però se leggiamo i giornali o le linee guida della Commissione Europea sappiamo quanto sia importante la Green Economy».

Cirio sottolinea che proprio per questo, il loro contributo, in quanto Confindustria, è duplice: «Da una parte sensibilizziamo le aziende – alla scorsa assemblea generale abbiamo invitato una portavoce dei Fridays For Future – e dall’altra collaboriamo con enti e università per fornire dati specifici che possano orientare le scelte dei decisori pubblici». 

 

Cirio Giuliana
Cirio Giuliana, direttore di Confindustria Cuneo

 

Il divario

Tutto bene dunque? Non proprio. Lo studio del professor Bianchi mostra anche una rilevante contraddizione: da una parte il nord, e su vari terreni tutta l’Italia, che si afferma come leader europeo dell’economia circolare, dall’altra l’intero centro-sud che arretra nel confronto con il resto d’Europa, sul piano dei principali indicatori socio-economici: reddito procapite, povertà, tassi occupazionali, divari di genere e di generazione. Per il centro e soprattutto per il sud Italia tutto dipende dai bassi livelli di produzione e di consumo: le regioni meridionali, insomma, premono meno sull’ambiente perché più povere. Servono più incentivi?

«La minore efficienza e capacità di risposta a mio giudizio non dipendono tanto dalla presenza di incentivi, basti vedere i dati sull’uso degli incentivi per l’efficienza energetica o per il solare – spiega Duccio Bianchi – quanto da un’insufficienza sistemica fatta di diversi elementi: l’inefficienza della pubblica amministrazione, la capacità imprenditoriale, la debolezza dei sistemi della ricerca e della formazione universitaria e non ultimo l’aspetto della legalità, problema fondamentale per attrarre investimenti».

 

Infrastrutture, formazione, legalità

A ciò si aggiunge anche il ritardo delle dotazioni infrastrutturali dei settori ambientalmente strategici: in moltissime città italiane si registrano tassi elevatissimi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, ma specialmente nel centro e nel sud vi è una rilevante carenza di impianti per il riciclo dei rifiuti (ad esempio compostaggio e digestione anaerobica).

«L’auspicio – conclude Bianchi – è che l’impegno del tutto eccezionale messo in campo dall’Europa per rispondere alla crisi sanitaria che stiamo vivendo e nel sostenere la ripresa post-Covid, sia messo a frutto dall’Italia per sanare la contraddizione, nel lungo periodo insostenibile, tra declino economico e corsa all’economia circolare».

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Maurizio Bongioanni
Maurizio Bongioanni
Classe 1985, giornalista freelance. Ha collaborato e collabora con molte testate nazionali (L'Espresso, La Repubblica, Lifegate, Altreconomia e altre) su temi ambientali ma anche sociali. Laureato in Scienze della Comunicazione, lavora come project manager in A.I.C.A. (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale). Autore di documentari indipendenti e musicista per passione.

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