Spettacolo con Serena Bavo

Il teatro si reinventa nei cortili. Tra emergenza climatica e pandemia

Si chiama “2030 – Microspettacolo sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile” e a settembre ha aperto l’Earthink Festival di Torino. Nato dall’esigenza di diffondere gli obiettivi dell’Agenda 2030 nelle scuole, lo spettacolo dell’associazione Tékhné ha debuttato nei condomini torinesi

Ideato a marzo, nel fermento culturale e propositivo sbocciato nel corso del lockdown a cui l’Italia è stata costretta dalla pandemia, 2030 – Microspettacolo sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, con cui a settembre si è aperto a Torino la nona edizione dell’Earthink Festival, è uno spettacolo in work in progress, che, in attesa di tornare dal vivo, si arricchirà di ulteriori contenuti nei prossimi mesi grazie a un costante lavoro di approfondimento sui contenuti. Nasce da un’idea di Serena Bavo dell’associazione culturale Tékhné con l’obiettivo di diffondere, attraverso le arti performative e la cultura, progetti mirati alla salvaguardia e alla cura del pianeta e dell’ambiente in cui viviamo, promuovendo la sensibilità e le buone pratiche a tutela del nostro ecosistema. 2030 – Microspettacolo sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile prende vita, non a caso, da due anni di attività di promozione e diffusione dell’Agenda 2030 nelle scuole del capoluogo piemontese.

 

Raccontare il presente, per un domani migliore

Muovendo dall’esperienza con bambini e ragazzi, lo spettacolo mette in scena, in modo immediato e genuino, spaccati di vita quotidiana attraverso i quali raccontare l’oggi, spesso velato da ombre e contraddizioni, e il domani, un mondo migliore, se gli obiettivi dell’Agenda verranno raggiunti e mantenuti. Una narrazione efficace che l’autrice Serena Bavo, in scena con Mario Mazzoli e Giuliana Simonato, ha sperimentato in una situazione assolutamente particolare: il debutto dello spettacolo è infatti stato davanti ai residenti di alcuni condomini dei quartieri dove da anni l’associazione Tékhné opera con progetti culturali.

Un pubblico molto speciale…

Davanti a questo pubblico variegato, i protagonisti dello spettacolo hanno dato vita a situazioni in cui i presenti potevano facilmente identificarsi, dall’anziano che brontola perché non comprende il valore della raccolta differenziata alla ragazza che racconta con amarezza alla propria madre di non essere stata assunta perché desiderosa di avere in futuro un figlio.

 

Spettacolo di Serena Bavo (lei è al centro con la maglia gialla)_2
Serena Bavo (al centro) in scena con Mario Mazzoli e Giuliana Simonato

L’Agenda 2030

Lo spettacolo fila via veloce, facendo sorridere, commuovendo e soprattutto facendo riflettere sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e sul suo valore di programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. L’obiettivo dei prossimi mesi della Bavo è, in questo solco, di arricchire di parole e musica 2030 – Microspettacolo sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, dando il proprio contributo a questa azione globale.

Earthink Festival 2020

L’Earthink Festival, in cui lo spettacolo ha debuttato, sposa fin dal suo esordio nel 2012 l’obiettivo della sostenibilità con proposte performative ed educative attraverso cui valorizzare il territorio, sensibilizzare ed educare al rispetto delle risorse naturali e dell’ambiente, ridurre gli sprechi energetici e alimentari. Prima in provincia e dal 2014 a Torino, il Festival, che gode del patrocinio della Città, della Circoscrizione 7, della Regione Piemonte oltre che del Consiglio regionale del Piemonte e del Ministero dell’Ambiente, è possibile grazie alla collaborazione di varie associazioni culturali locali e al sostegno delle tante realtà pubbliche e private che condividono con l’Associazione Tékhné gli stessi valori di diffusione della cultura. Oltre a dare spazio e supporto agli artisti emergenti attraverso la promozione di un bando di produzione, negli anni ha ospitato artisti del calibro di Luca Mercalli, Jacopo Fo, Il Capitano Charles Moore e Giobbe Covatta.

 

Reinventarsi con l’emergenza

L’edizione 2020, dedicata al tema “connessioni” e all’importanza della collaborazione e della responsabilità di ogni singola persona parte di una comunità, ha affrontato le limitazioni imposte dall’emergenza Covid-19 reinventandosi.

«Abbiamo scelto di essere resilienti e rimodulato la nona edizione partendo da due semplici concetti – spiega Serena Bavo, direttrice artistica e ideatrice del Festival – Il primo che il distanziamento dovesse essere fisico per preservare la salute di tutti noi e del pubblico, ma che non dovesse essere necessariamente sociale. Il secondo che se il nostro pubblico avesse avuto difficoltà a raggiungerci, allora saremmo andati noi da lui».

Il teatro nei cortili

Due quindi i momenti fondamentali nella programmazione: gli eventi nei cortili grazie alla collaborazione con Cortili ad Arte (evento promosso dalla Città di Torino, sostenuto dalla Fondazione per la Cultura e realizzato dalla Fondazione Contrada Torino Onlus, in collaborazione con le Circoscrizioni, l’Atc) oltre che al sostegno della fondazione del Teatro Stabile di Torino tramite il Bando T.a.p. (Torino Arti Performative) 2020, e gli eventi pubblici all’Imbarchino del Valentino di Viale Cagni 37 a Torino grazie alla collaborazione con le associazioni Banda Larga e Amici dell’Imbarchino.

 

 

 

Saperenetwork è...

Marina Maffei
Marina Maffei
Giornalista e cacciatrice di storie, ho fatto delle mie passioni il mio mestiere. Scrivo da sempre, fin da quando, appena diciassettenne, un mattino telefonai alla redazione de Il Monferrato e chiesi di parlare con l'allora direttore Marco Giorcelli per propormi nelle vesti di apprendista reporter. Lì è nata una scintilla che mi ha accompagnato durante l'università, mentre frequentavo la facoltà di Giurisprudenza, e negli anni successivi, fino a quando ho deciso di farne un lavoro a tempo pieno. La curiosità è la mia bussola ed oggi punta sui nuovi processi di comunicazione. Responsabile dell'ufficio stampa di una prestigiosa orchestra torinese, l'OFT, scrivo come freelance per alcune testate, tra cui La Stampa.

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