Uno sciame di locuste

La stagione della locusta

Sciami di locuste di proporzioni bibliche stanno invadendo vaste aree dell’Africa e del Medio Oriente e alcune parti della Sardegna. Gravissimi i danni per i raccolti e per l’economia, ma anche per l’ambiente, a causa degli insetticidi usati, spesso anche inefficaci

Le invasioni di locuste non sono una novità: ce ne giunge testimonianza fin dai tempi dei faraoni, diverse migliaia di anni fa, e il fenomeno è addirittura riportato nella Bibbia come una delle piaghe d’Egitto. Periodicamente, l’esercito delle locuste ricompare all’orizzonte e si diffonde fulmineo su vasti areali, devastando i raccolti per poi scomparire con altrettanta velocità all’orizzonte.

Il viaggio delle locuste

È proprio quello che sta succedendo negli ultimi mesi: una massiccia invasione di locuste è partita dal Corno d’Africa tra gennaio e febbraio e si è allargata a tutta l’Africa orientale e al Medio Oriente. E dallo scorso maggio le locuste si sono riversate anche sui pascoli e le colture della Sardegna centrale, colpendo alcune aree del Nuorese in modo tanto pesante da costringere a dichiarare lo stato di calamità naturale.

 

Uno sciame di locuste
Le locuste invadono in sciami compatti areali vastissimi e divorano rapidamente le piante che incontrano lungo il loro percorso. (Foto: pixabay/sarangib)

 

Secondo la Fao, l’organizzazione delle nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, l’invasione di quest’anno potrebbe mettere a rischio il 10% delle colture a livello globale. Per questo, attraverso l’Osservatorio Locuste, la Fao sta seguendo in tempo reale i movimenti di questi insetti ortotteri, per cercare di porre rimedio alle gravi carestie causate dalla loro voracità.

La schistocerca gregaria, dal deserto ai nostri campi

La locusta del deserto, il cui nome scientifico è Schistocerca gregaria, è un tipo di cavalletta che vive principalmente in Africa e in Asia, ma si può spingere fino alle coste della Spagna, della Francia e dell’Italia. Raggiunge dimensioni di circa cinque centimetri e durante la fase di vita solitaria è innocua, come qualsiasi cavalletta. Il problema sta nella peculiarità del suo ciclo vitale. Oltre alla forma solitaria, questa locusta presenta infatti una forma gregaria, in cui gli individui si aggregano a milioni e formano sciami compatti che possono migrare anche per migliaia di chilometri, muovendosi in volo sospinti dalle correnti atmosferiche.

Un’eccessiva “socialità”

Come suggerisce il nome, l’habitat tipico di Schistocerca è il deserto. Durante la stagione secca gli adulti conducono una tranquilla vita solitaria, in perfetto equilibrio con l’ambiente circostante. Quando arrivano le prime piogge, depongono le uova nella sabbia vicino alla poca vegetazione presente, che fornirà nutrimento ai nuovi nati e permetterà loro di raggiungere la maturità.

 

Una locusta
La locusta del deserto può presentarsi in due forme, l’innocua forma solitaria e la devastante forma gregaria. (Foto: pixabay/a different perspective)

 

Se però le condizioni ambientali sono favorevoli, ossia in presenza di piogge prolungate e forte umidità, si innescano dei cambiamenti fisiologici che portano le locuste a diventare gregarie e a spostarsi in sciami compatti su vasti areali. Il risultato lo stiamo vedendo in tempo reale in varie parti del mondo: orde di locuste sorvolano i campi coltivati e divorano tutto ciò che incontrano, moltiplicandosi in modo esponenziale. Secondo la Banca Mondiale, questa invasione è la peggiore degli ultimi settant’anni.

Funghi e lotta biologica, non insetticidi

Per contenere la calata in massa degli sciami di locuste, è pratica diffusa spruzzare nell’aria e sul terreno massicce quantità di pesticidi. Non si tratta però, è evidente, di una soluzione ideale. Molte organizzazioni internazionali e centri di ricerca, con la Fao in prima linea, stanno studiando modalità innovative per prevenire e combattere queste invasioni, per esempio tramite la lotta biologica, con l’aratura del terreno nel periodo autunnale per rimuovere le uova deposte nel terreno, e mediante la messa a punto di specifici biopesticidi.

 

Locuste uccise dal fungo Metarhizium acridum
Tra i rimedi naturali e non dannosi per l’ambiente c’è un fungo, il Metarhizium acridum, particolarmente efficace contro le locuste (Foto: Wikipedia)

 

Tra questi, è risultato di particolare efficacia il fungo Metarhizium acridum, che agisce in modo mirato contro le locuste senza provocare impatti negativi sull’ambiente, gli altri organismi e la salute umana. Si tratta di tecniche promettenti soprattutto in vista di possibili emergenze future, che sembrerebbero sempre più probabili anche a causa del cambiamento climatico.

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Mara Marchesan
Mara Marchesan
Naturalista di formazione, multiculturale per vocazione, da diversi anni lavora nel settore dell’editoria scientifica dove si occupa di progettazione e redazione di testi divulgativi e didattici. Come consulente ambientale e della sostenibilità ha sviluppato, gestito e coordinato progetti nazionali e internazionali sui temi dell’ecologia, della conservazione e dello sviluppo sostenibile per università ed enti di ricerca, organizzazioni governative e non governative e organismi internazionali. Spirito eclettico e curioso, con una passione atavica per la natura nelle sue molteplici forme ed espressioni, negli anni ha spaziato dai territori più tecnici e scientifici a quelli più arcaici e olistici, muovendosi sempre con l’entusiasmo dell’esploratore. Oltre al mondo naturale tout court, la appassionano il lifestyle eco-sostenibile e le innovazioni green, la letteratura e le espressioni artistiche e tutto ciò che è fusione tra natura e cultura. Con un gusto pionieristico per il viaggio, soprattutto se di esplorazione e scoperta.

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