Un gruppo di persone attraversa un campo durante un'escursione

Sostenibile e slow, il nuovo turismo è per tutte le stagioni

In una sola stagione l’Italia è passata da “paradiso” del turismo di massa internazionale a regno del turismo di prossimità. Un’occasione importante per riscoprire i territori in modo lento e consapevole, recuperando borghi e siti abbandonati

Via dalla pazza folla. L’Italia si è rimessa in cammino. I mesi di lockdown a causa del corona virus hanno spinto quest’estate centinaia di migliaia di italiani, oltre che verso le ambite spiagge, a spostarsi tra Appennini e montagne, antichi sentieri, lungo fiumi e laghi. Immergendosi nella natura, visitando piccoli borghi, riprendendo la bici per canali e percorsi alternativi, magari non troppo distanti da casa. In una sola stagione il Bel Paese è passato dal paradiso del turismo di massa internazionale al turismo di prossimità.

Estate 2020, fuga dalle città

Gli esempi sono innumerevoli e molti sono la risposta al bisogno di fuga dalle città e di mancanza di risorse economiche che ha colpito, secondo un’indagine di Demoskopika per la città di Siena, ben il 51% delle famiglie italiane.

Anche per questo almeno un italiano su 4 avrebbe scelto una meta vicino casa, all’interno della propria regione di residenza, come sostiene Coldiretti, sotto la spinta dell’epidemia da Covid-19. E se Federalberghi ha registrato un crollo di presenze del 51% a luglio nelle località solitamente sovraffollate, Airbnb conferma, invece, anche a settembre, gli spostamenti a corto raggio degli italiani e la coda lunga delle vacanze estive.

 

Il monastero di Torba, lungo la Via Francisca
Il Monastero di Torba, lungo la Via Francisca del Lucomagno, in Lombardia (Foto: Rosy Battaglia)

Addio overtourism, viaggiare diventa sostenibile

Un fatto è certo. La fortissima crisi economica globale e le difficoltà del viaggiare dovute al possibile contagio hanno messo in ginocchio il sistema dell’overtourism italiano che “costringe” a ripensare anche il comparto turismo, nell’ottica della sostenibilità, con nuove offerte e modalità. Una prima risposta sembra arrivare proprio dalla regione italiana più colpita dalla Covid-19 come attesta un sondaggio tra gli operatori del settore in Lombardia. La maggior parte di essi vede come indispensabili le azioni di promozione ad un turismo di prossimità, culturale e delle attività outdoor che possano garantire i protocolli di sicurezza sanitaria.

Nuove opportunità per i territori

Quindi un’estate e un’annata di vacanze e week end a “km zero”, facendo di necessità virtù? «La crisi economica è anche opportunità per guardare con nuovi occhi il nostro territorio»,   risponde Ermete Realacci a Sapereambiente, parafrasando Marcel Proust. Il presidente di Fondazione Symbola, già lo scorso giugno aveva presentato, insieme al Ministro del turismo, beni e attività culturali, Dario Franceschini, il nuovo rapporto Piccoli Comuni e Cammini d’Italia. In collaborazione con l’Ifel, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, fondazione di Anci. Rapporto patrocinato dallo stesso Mibact, Anci, Uncem, Federparchi, Fai, Touring Club Italiano, Coldiretti, Legambiente e la partnership di Caire Consorzio.

 

L’Atlante dei cammini

Piccoli Comuni e Cammini d’Italia è un viaggio tra oltre 1400 comuni e borghi, che si snoda tra oltre duemila beni culturali e i territori di ben 179 produzioni Dop/Igp,  lungo oltre 15 mila km.  Percorsi contenuti nell’Atlante dei Cammini d’Italia, voluto dallo stesso Franceschini nel 2016, che ora andrebbe aggiornato, come precisa Realacci.

 

Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola
Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola

 

L’Atlante, attualmente comprende infatti solo una parte dei cammini e dei percorsi più importanti in Italia. «L’elenco crescerà nel tempo con il progressivo inserimento di nuovi percorsi, in particolare dell’Italia meridionale – conferma il presidente di Symbola – ma già ora sono moltissime le informazioni raccolte. Dati che ci hanno permesso di individuare e mettere in rete piccoli comuni ricchi di beni culturali, tipicità agro-gastronomiche, strutture ricettive, imprese innovative e tradizionali, associazioni che si battono a tutela del territorio, della cultura, dell’ambiente». Borghi che sono al centro di produzioni artigianali ed enogastronomiche ma che necessitano, spesso, il  recupero e la riqualificazione dei centri storici.

 

La Valle Olona, lungo la Via Francisca del Lucomagno
La Valle Olona, lungo la Via Francisca del Lucomagno (Foto: Rosy Battaglia)

La legge sui piccoli comuni e la nuova domanda turistica

«I Cammini sono un’occasione di promozione turistica, culturale e di sviluppo locale. Ma dobbiamo continuare a cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni. Siamo riusciti a salvare gli uffici postali. Ora, come la crisi da pandemia ha fatto emergere, dobbiamo rafforzare scuole, presidi sanitari e trasporti sostenibili», conclude Realacci. Condizioni fondamentali per organizzare adeguatamente ospitalità, ristorazione e servizi e rispondere così ad una nuova domanda turistica destinata a crescere, per tutte le stagioni. Creando anche nuovi posti di lavoro.

 

 

L’Italia che si rimette in cammino

Gli scenari offerti dai Cammini d’Italia sono davvero molteplici. Si va dall’attraversamento di parchi nazionali e regionali, tra fiumi, boschi e foreste, paesaggi agrari. Costeggiano laghi e zone umide, raggiungendo borghi, pievi, abbazie, santuari, monasteri, fortezze e castelli.

Cammini di fede o per trekking, le vie italiane alla scoperta della nostra Italia sono ora, ma già da qualche anno, sempre più frequentati. Mancano dati aggiornati, a causa della Covid-19, ma già dal 2019, secondo Terre di Mezzo, casa editrice delle storiche guide sui cammini d’Italia, l’Italia aveva visto raddoppiare le presenze.

Dalla via degli Dei al Sentiero del Brigante

Segno ne sono le comunità sempre più folte, anche sui Social Network, sorte intorno ai principali percorsi. Tra le più importanti la Via Francigena dal Passo San Bernardo a Roma, la Via di San Francesco  e il Cammino di San Benedetto in Umbria; la Via degli Dei da Bologna a Firenze. Così come gli splendidi Cammini Francigeni in Sicilia e la Via Romeo Germanica. Ma anche l’ultimo antico percorso dei pellegrini recuperato: la Via Francisca del Lucomagno, che parte dal Lago di Costanza in Svizzera e si ricongiunge al percorso della Francigena a Pavia. Ma ci sono anche i coraggiosi percorsi alla riscoperta delle zone terremotate in Centro Italia. Dal Cammino delle Terre Mutate, che si snoda da Fabriano e L’Aquila, fino alla Terre in Moto nelle Marche. Fino ai percorsi più “wild” tra parchi e regioni da riscoprire come l’Aspromonte di Calabria con il Sentiero del Brigante.  O itinerari regionali come il Sentiero Liguria e il Viaggio nella Storia d’Abruzzo. Per citare Marco Giovannelli, giornalista, direttore di Varesenews e co-autore della guida La guida ufficiale della Via Francisca del Lucomagno con Alberto Conte, edita sempre da Terre di Mezzo, «Il cammino unisce anima, corpo e mente e ci ricentra su noi stessi». Ne abbiamo bisogno, ora più che mai.

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Rosy Battaglia
Rosy Battaglia
Giornalista d’inchiesta e civica, pasionaria del diritto di sapere e della trasparenza. Nata come blogger e redattrice sociale, nelle mie tante vite sono stata anche una critica teatrale. Grazie a Sapereambiente tanti fili rossi si riuniscono intorno alla bellezza e al bisogno continuo di conoscenza. Di umanità che non si arrende, nella natura, nella cultura, nella musica. Alla ricerca di buone storie all’insegna della sostenibilità e di un cambiamento possibile.

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