CO2, da nemica ad alleata per il clima

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Nel suo ultimo libro, “W la CO2”, il chimico Gianfranco Pacchioni ci racconta come sfruttare l’anidride carbonica per raggiungere gli obiettivi in fatto di clima entro il prossimo decennio. Perché la CO2, nonostante tutto, può diventare un prezioso alleato

Davvero la CO2 è il nemico da sconfiggere per raggiungere la piena sostenibilità ambientale e abbattere gli effetti del cambiamento climatico? Le narrazioni che ci vengono proposte, infatti, hanno sempre usato questa logica: c’è un avversario da combattere e questo è stato individuato nell’anidride carbonica. Eppure questa narrazione non tiene conto che la CO2 è prima di tutto una fonte di vita: infatti, senza carbonio la biosfera non potrebbe sopravvivere. Noi stessi siamo fatti di carbonio ed è quello che rimarrà di noi una volta terminato il nostro ciclo di vita.

Da un altro punto di vista

È proprio da questa prospettiva che parte il libro di Gianfranco Pacchioni, chimico e autore di W la CO2 – Possiamo trasformare il piombo in oro, edito da Il Mulino. Perché di CO2 se ne sente parlare tantissimo e sempre male. Poco invece si parla di quelle soluzioni che la CO2 la sfruttano per risolvere il problema del surriscaldamento. Il ragionamento di Pacchioni inizia proprio da qui: anche se potessimo fermare tutte le emissioni di CO2, la temperatura del pianeta continuerà a crescere ancora per molto tempo. Le vie d’uscita ci sono e passano, come ci racconta l’autore, attraverso la cattura della CO2 in eccesso e il suo riutilizzo come materia prima, per produrre combustibili puliti e sostenibili. Copiando dai processi naturali. 

Guarda il video di presentazione di “W la CO2

È possibile non produrre più CO2?

L’anidride carbonica non è tossica, altrimenti non potremmo bere acqua gassata o birra. Però ha un problema: cattura la radiazione solare riflessa dalla superficie terrestre e la riemette. È il famoso “effetto serra”. Negli ultimi due secoli, il crescente fabbisogno di energia ha richiesto un gran utilizzo di combustibili fossili, che producono oltre 35 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno. Grazie alle moderne misurazioni sappiamo che nell’arco di 800 mila anni l’anidride carbonica è rimasta praticamente invariata, per impennarsi nell’ultimo mezzo secolo. Da 100 ppm (parti per milione) di CO2 in atmosfera, siamo arrivati negli anni Sessanta a contarne più di 300. Nel 2019 siamo arrivati a 415. 

 

anidride carbonica
L’anidride carbonica è il principale gas serra presente nell’atmosfera del nostro Pianeta ma è, allo stesso tempo, indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante

 

La vera soluzione: riutilizzare

Se non faremo nulla, raggiungeremo le 1000 ppm entro fine secolo, segnando un aumento catastrofico delle temperature di 4-5 gradi. Inoltre, la CO2 in eccesso si discioglierà nelle acque aumentandone l’acidità e provocando danni irreparabili a fauna e flora marine. Per questi motivi, anche se azzerassimo l’emissione di CO2 – cosa che per Pacchioni è praticamente impossibile, perché anche quando avremo effettuato una transizione energetica completa alle fonte rinnovabili, varie attività umane continueranno a produrre CO2 – avremmo comunque bisogno di ripulire l’aria da quella in eccesso. Non solo, ma potremmo anche riutilizzarla. Come? 

 

molecola anidride carbonica
La molecola di anidride carbonica è composta da un atomo di carbonio (C), legato a due atomi di ossigeno (O). Ha una massa molecolare di 44,010 u. (Foto: Wikipedia)

Idrogeno e fotosintesi artificiale

W la CO2 ci racconta proprio questo processo. Secondo l’autore, saremo a cavallo quando riusciremo a simulare i processi di fotosintesi naturale con sistemi artificiali, ossia con fotocatalizzatori in grado di usare la luce solare per trasformare CO2 e acqua in idrocarburi. E prototipi di questi fotocatalizzatori esistono già, ma al momento hanno efficienze troppo basse. Una sostanza utile già esiste, ed è l’idrogeno. Tramite appositi catalizzatori, si possono combinare idrogeno e anidride carbonica per dare vita a veri e propri combustibili. Impianti di questo tipo stanno funzionando da anni in Islanda, altri stanno nascendo. Resta la sfida di come poter filtrare l’aria dalla CO2, un’attività complessa e dagli ingenti costi energetici. Ecco perché è importante affidarsi alle fonti rinnovabili e l’idrogeno è una di queste. Per Pacchioni imparare a riutilizzare la CO2 è l’importante sfida che attende l’umanità intera e in questo libro ci suggerisce come possiamo vincerla. 

 

Gianfranco pacchiani
Gianfranco Pacchioni, chimico e accademico italiano, è l’autore di “W la CO2” (Immagine di Biennale Tecnologia 2020)

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Maurizio Bongioanni
Maurizio Bongioanni
Classe 1985, giornalista freelance. Ha collaborato e collabora con molte testate nazionali (L'Espresso, La Repubblica, Lifegate, Altreconomia e altre) su temi ambientali ma anche sociali. Laureato in Scienze della Comunicazione, lavora come project manager in A.I.C.A. (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale). Autore di documentari indipendenti e musicista per passione.

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