La Valle del Sacco vista dai Monti Ernici. Foto: Wikipedia

La Valle del Sacco in “cattive acque”. Un racconto di denuncia e speranza

Il giornalista Carlo Ruggiero racconta la storia e la vita di una delle zone più inquinate d’Italia, quella della Valle tra le province di Roma e Frosinone. Attraverso le storie di chi lì è nato, abita e in molti casi si è ammalato, il ritratto di una terra che, nonostante tutto, non si arrende

Esistono posti incantevoli, incorniciati da valli che si aprono ai piedi dei monti e che fanno da comodo letto a fiumi e ruscelli. Luoghi del cuore, lontani dal trambusto della città e immersi nella natura incontaminata e a tratti selvaggia. Apparentemente ci si sveglia così nei borghi della Valle del Sacco ma, come sempre accade la mano dell’uomo è lì, pronta a contaminare ciò che tocca. Ci troviamo tra le Province di Roma e Frosinone dove, nella Valle tra gli Ernici, i Simbruini e i Lepini, il Fiume Sacco scorre per 87 km prima di confluire nel Liri. Qui, nelle campagne che un tempo arricchivano dispense di Papi e Imperatori si nasconde, però, una delle zone più inquinate d’Italia.

La Valle del Sacco è una regione del Lazio storico, situata in massima parte nella provincia di Frosinone e nell’area meridionale di quella di Roma. Nel 2006 è stato dichiarato lo “stato di emergenza socio-economico-ambientale”

La Valle dei veleni

Tutto comincia negli anni ’50 quando, con gli incentivi della Cassa per il Mezzogiorno vennero incentivate le aree di industrializzazione e, la Valle del Sacco, che prima di allora era prettamente di sussistenza rurale, comincia man mano a cambiare volto. Come scrive il giornalista, filmaker e scrittore Carlo Ruggiero: «Un tempo questo era il paradiso terrestre, almeno così dicono i più anziani. Nel Sacco ci facevamo il bagno, e dalle decine di ruscelli che graffiano la valle si poteva bere acqua fresca con le mani. Ora no, Ora c’è quel tubo che spunta dalle decine di industrie».

 

Carlo Ruggiero è l’autore di Cattive acque – Storie della Valle del Sacco, pubblicato nel 2014 per la Round Robin. Storie di vite catapultate all’improvviso nella consapevolezza che i monti, le acque e il verde dove sono nate, non sono un rassicurante riparo, ma il loro veleno. Nove capitoli, nove testimonianze di una vera e propria emergenza ambientale riconosciuta dallo Stato solo nel 2005 con l’istituzione del SIN (Sito di Interesse Nazionale) per l’avvio delle bonifiche. «La modernità ha violentato questa valle per decenni dopo averla adescata con un sogno di ricchezza duratura».

Guarda il video di Carlo Ruggiero ospite a RaiUno

 

Testimonianze e attivismo

Luigi, Annina, Alessio, Letizia e Paolo sono tra le voci che animano il testo di Cattive acque, storie personali che esemplificano quelle di tutti coloro che abitano qui. Si, perché questo fiume è stato il veicolo della contaminazione di quelle sponde che un tempo erano fertili e rigogliose. Come nel fiume, nel sangue di Luigi scorre il Beta esaclorocicloesano, componente del lindano prodotto a Colleferro, vicino Roma, dall’industria per la quale lavorava: la Snia-Bdp. Era proprio lui che, ignaro del pericolo, sotterrava vicino al fiume i fusti dei rifiuti chimici. Non solo lindano, ma anche amianto, piombo, zinco, rame e resine che di lì a poco hanno inquinato la Valle. E questo Annina lo sa bene perché, a distanza di anni ha perso le sue vacche che amorevolmente pascolava, e che si erano abbeverate al fiume. Fu proprio questo episodio avvenuto nel 2005 che aprì la strada alla consapevolezza e all’istituzione del SIN. Alessio, poi, ha perso tutto il suo bestiame, abbattuto dopo la scoperta della contaminazione del latte prodotto in zona. Qui ormai ad essere contaminato non è solo il fiume e le sue sponde, tutta la catena alimentare è compromessa e con essa l’uomo. Ma l’inquinamento, si sa, non deriva solo dai rifiuti chimici sversati nel terreno, anche l’aria è veleno qui e Letizia, infatti, che abita dirimpetto alla Marangoni ha scoperto di avere diossina nel suo orto. Per non parlare, poi, delle centinaia di discariche abusive nel territorio e degli inceneritori di Colleferro. Ecco, questo libro racconta un disastro ambientale e lo fa entrando al cuore di chi legge attraverso testimonianze di vite vere. Carico dell’emotività di chi ha vissuto sulla propria pelle quest’emergenza ambientale ma anche economica, fa luce su quanto accaduto in maniera chiara e diretta, dandovi un volto. Un libro di denuncia ma anche di lotte e speranza che dà voce anche a quelle reti di cittadini e associazioni che, unendo le forze, si sono battute per chiedere che questa terra torni ad essere quel “paradiso terrestre” di un tempo.

Cattive Acque, Storie dalla Valle del Sacco

                                                                                                                           

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Elisa Rossi
Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo e in Comunicazione pubblica e d’impresa presso l’Università La Sapienza di Roma, sin da bambina sogna di diventare giornalista. Tra ruoli da web content writer e copywriter ha collaborato e collabora con alcuni siti di informazione online parlando di cultura e viaggi. Appassionata anche di tematiche ambientali e sociali, crede fermamente che cercare, raccontare e condividere storie sia una delle chiavi di miglioramento per una società civile. Ama esplorare nuovi luoghi e si sente a casa quando passeggia e poi si ferma a leggere a stretto contatto con la natura.

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