Cinque scienziati Nobel per la Pace che dovete conoscere

Può la scienza influenzare i processi politici che portano alla pace? È quello che vi raccontiamo oggi, presentandovi cinque figure di spicco nella scienza che hanno contribuito a migliorare le condizioni dell’umanità e del Pianeta. Dalla biologa africana che unì la lotta ambientalista all’emancipazione delle donne all’Ipcc, ecco i cinque scienziati Nobel per la Pace da conoscere

Il fatto che vinca il Nobel un brillante scienziato, che con i suoi studi e le sue ricerche apre nuove porte della conoscenza, influenza il nostro modo di conoscere il mondo o di affrontare le malattie, non è una sorpresa.  Che uno scienziato invece concorra, non solo con la sua attività scientifica ma anche come figura pubblica e autorevole, a influenzare i processi di pace e influisca al miglioramento delle condizioni sociali non è così scontato. Tuttavia, diverse donne e uomini di scienza hanno ricevuto il premio Nobel per la pace, come Joseph Rotblat, che per primo si pose degli interrogativi etici sul Progetto Manhattan. Lo stretto legame fra i problemi dell’ambiente, l’alimentazione e il mantenimento della pace fra i popoli è evidente anche nella scelta che ha portato pochi giorni fa all’assegnazione del Nobel per la pace 2020 al Programma alimentare mondiale (Wfp) per il contributo che, in tempo di pandemia, ha saputo dare per affrontare le nuove povertà emergenti. Abbiamo perciò scelto cinque scienziati vincitori del Premio Nobel per la pace che dovete conoscere, partendo da una biologa africana.

Wangari Maathai

Wangari Muta Maathai nacque in Kenia nel 1940. Fu la prima donna centroafricana a laurearsi in Biologia, la prima donna keniota a ricevere un dottorato, la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la pace. Eccellente studentessa, grazie a una borsa di studio si trasferì negli Stati Uniti per laurearsi, nel 1964, al Mount St. Scholastica College di Atchison in Kansas e conseguire una specializzazione a Pittsburgh due anni dopo. Le fu offerto, quindi, di tornare nel suo Paese per lavorare all’Università di Nairobi ma, una volta tornata in patria, scoprì che il suo posto era stato già assegnato a un uomo. Decise perciò di trasferirsi in Germania per continuare i suoi studi e nel 1971 ottenne il dottorato all’Università di Nairobi.

 

Wangari_Maathai
Wangari_Maathai si è occupata dei diritti delle donne africane  e della loro emancipazione

 

Wangari Maathai iniziò subito dopo a insegnare presso la stessa università e intanto, seguendo l’attività politica del marito, a occuparsi dei diritti delle donne africane e della loro emancipazione, prima nel Consiglio nazionale delle donne del Kenya dal 1976-87, poi con il Green Belt Movement. Nel 1977, proprio con il consiglio nazionale delle donne, decise infatti di piantare, durante la giornata mondiale per l’ambiente, sette alberi come simbolo di pace. Da lì nacque l’idea di un movimento femminile impegnato a piantare alberi per la difesa ambientale e acquisire, mediante la propria attività, una maggiore consapevolezza e indipendenza. L’attività del suo movimento verde si è quindi diffusa in altre nazioni, dando via al Pan African Green Belt Network che ha permesso la messa a dimora di quasi 30 milioni di alberi in tutta l’Africa subsahariana. Wangari Maathai, membro e direttrice di diverse organizzazioni non governative, intraprese negli anni ’80 e ‘90 nuove iniziative per la cancellazione del debito dei paesi africani e la difesa dei diritti umani.  Nel 2002 è stata eletta al parlamento del Kenya e nominata viceministro dell’ambiente.  Il Premio Nobel per la pace è arrivato nel 2004 per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace. Morì sette anni dopo per un tumore ovarico.

Linus Pauling

Lo statunitense Linus Pauling non solo ha vinto due volte il Nobel, per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962, ma ha anche il primato di essere l’unico a non averli dovuti condividere con altri. Pauling, nato a Portland, in Oregon nel 1901 da genitori emigrati dall’Europa, perse da bambino il padre e, durante gli studi, dovette far fronte alle difficoltà economiche. Entrato a sedici anni alla Oregon State University, si adattò da prima a fare il lattaio e, due anni dopo, a insegnare Analisi Quantitativa nello stesso college in cui studiava. Si laureò quindi nel 1922 in Ingegneria chimica e proseguì i suoi studi in California alla Caltech (California Institute of Technology) di Pasadena ottenendo il dottorato con lode.

 

Linus Pauling
Linus Pauling nel 1946 aderì all’ Emergency Committee of Atomic Scientists, voluta da Albert Einstein per informare sui rischi della corsa agli armamenti nucleari

 

Grazie a una borsa di studio, si ritrovò in Germania con quelle che erano le menti più brillanti del suo tempo e, tornato in patria, applicò la fisica quantistica allo studio dei legami molecolari. I suoi modelli sui legami chimici, nonché le successive attività sulla conformazione delle proteine gli valsero nel 1954 il Premio Nobel per la Chimica. Durante la sua attività come professore, conobbe Ava Helen Miller, attivista per i diritti umani che diventò sua moglie e che influì sulla sua azione contro la sperimentazione delle armi nucleari in atmosfera e contro la proliferazione nucleare. Nel 1946 aderì all’ Emergency Committee of Atomic Scientists, voluta da Albert Einstein per informare sui rischi della corsa agli armamenti nucleari. A causa della sua presa di posizione, venne messo sotto sorveglianza dalla Commissione per le attività antiamericane del senatore McCarthy e gli venne ritirato il passaporto fino al 1954. Fu firmatario del Manifesto Russell-Einstein e aderì al movimento di Barry Commoner che richiedeva di bandire la sperimentazione con armi nucleari dopo aver dimostrato i rischi alla salute pubblica del fall-out radioattivo. Nel 1964 fu firmatario de La triplice rivoluzione, un documento che analizzava le principali sfide sociali ed economiche da affrontare e le loro possibili soluzioni, fra le quali l’abbandono di sussidi a favore di quello che oggi chiameremmo reddito di cittadinanza e un massiccio investimento nell’istruzione, nei trasporti pubblici e la conversione civile degli edifici militari dismessi. Fondò l’International League of Humanists nel 1974 e presiedette la commissione World Union for Protection of Life. Dopo il Nobel per la pace, a causa di contrasti interni legati anche al suo attivismo, dovette lasciare l’insegnamento alla Caltech, si trasferì quindi all’Università di San Diego e poi all’Università Stanford. Morì a 93 anni per un tumore alla prostata. Nella motivazione del Nobel per la pace vinto nel 1962 si legge: «[Si è] prodigato incessantemente non solo contro i test di armi nucleari, non solo contro l’estensione di questi armamenti, non solo contro il loro uso, ma contro tutta la guerra come mezzo di soluzione di conflitti internazionali».

Andrej Dmitrievič Sacharov

Altra coppia di attivisti fu quella formata dal fisico Andrej Dmitrievič Sacharov e da sua moglie, il medico Elena Bonnér, che ritirò, al posto del marito al quale non fu concesso di lasciare l’Unione Sovietica, il Premio Nobel per la pace nel 1975. Il moscovita Sacharov era nato nel 1921 in una influente famiglia. Il padre era professore universitario di fisica e la madre apparteneva a una prestigiosa famiglia di militari.

 

Andrej Dmitrievič Sacharov
Andrej Dmitrievič Sacharov alla fine degli anni ’50 iniziò a contestare le sperimentazioni nucleari e a rivedere le sue posizioni riguardo la corsa agli armamenti

 

Nel 1947 conseguì il dottorato in fisica e matematica, venne reclutato per far parte del progetto che permise all’Unione Sovietica di ottenere la bomba H, di cui Sacharov è spesso ricordato come il padre. La scelta di contribuire allo sviluppo della tecnologia atomica era nata dalla convinzione che fosse l’unico modo per mantenere la pace fosse l’equilibrio delle forze in campo, sebbene lo stesso Sacharov avesse ammesso che la bomba di Hiroshima e il potere distruttivo che l’umanità aveva acquisito erano stati per lui fonte di profondo turbamento. Già alla fine degli anni ’50 iniziò a contestare le sperimentazioni nucleari e a rivedere le sue posizioni riguardo la corsa agli armamenti. In seguito, nel 1970, Sacharov fondò un comitato per i diritti umani e contro le persecuzioni politiche diventando un attivista per i diritti civili che vedeva calpestati dal regime autoritario sovietico. A causa della sua attività e della sua critica al regime venne considerato un dissidente, arrestato e confinato nella cittadina di Gor’kij nel 1980, dopo essere stato spogliato di tutte le onorificenze ottenute con la sua attività di scienziato. Solo sei anni dopo potè rientrare a Mosca grazie al neo eletto segretario del Partito Comunista Michail Gorbačëv. Morì a dicembre del 1989 nella sua città, poco più di un mese dopo la caduta del muro di Berlino. In suo onore il Parlamento europeo ha istituito il Premio Sakharov per la libertà di pensiero che viene assegnato dal 1988 a chi si è attivato contro l’intolleranza, il fanatismo e l’oppressione. Anche un asteroide, dal 1979, porta il suo nome.

John Boyd Orr

Lord John Boyd Orr è stato un biologo scozzese primo direttore generale dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’ alimentazione e l’agricoltura. Nato in Scozia a Kilmaurs nel 1880 era figlio di un proprietario di cave dalle alterne fortune. A 19 anni vinse una borsa di studio per l’Università di Glasgow per formarsi come insegnante. Il suo primo incarico lo portò in un quartiere degradato della città dove venne a contatto con la malnutrizione e il rachitismo dei suoi studenti.

 

John Boyd Orr
John Boyd Orr nel 1945 fu eletto rettore dell’università di Glasgow, ma anche presidente del Consiglio nazionale per la pace e del Movimento mondiale per il governo federale mondiale

 

Decise di abbandonare l’insegnamento e di studiare biologia, laureandosi nel 1910, e conseguì il titolo in medicina nel 1914. Indirizzò la sua carriera verso la ricerca, pur praticando da ufficiale medico durante la Prima guerra mondiale. Il suo lavoro di ricerca si focalizzò sul metabolismo e sulla nutrizione diventando consulente governativo per i piani sulla nutrizione della popolazione britannica. Dopo aver dimostrato l’importanza dell’assunzione di latte per il sano sviluppo dei bambini, fece in modo che il latte diventasse parte della dieta nelle scuole del Regno Unito. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, entrò a far parte del comitato scientifico voluto da Churchill per il razionamento alimentare. Nel 1945 fu eletto rettore dell’università di Glasgow, ma anche presidente del Consiglio nazionale per la pace e del Movimento mondiale per il governo federale mondiale. Ha diretto la Fao dal 1945 al 1948 quando si dimise polemicamente ritenendo gli sforzi economici profusi insufficienti a contrastare la malnutrizione e soprattutto l’equa distribuzione delle risorse. Quando nel 1949 vinse il Nobel per la pace lo donò interamente alle organizzazioni impegnate nella pace mondiale. Pioniere della scienza della nutrizione, fu fra i primi a mettere in relazione la povertà con la malnutrizione e con lo scarso rendimento scolastico. John Boyd Orr non mancò di sottolineare la relazione fra fame e guerra, sostenendo che solo un mondo non affamato potesse essere un mondo pacificato.

Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Nel 2007 il Nobel per la pace fu condiviso fra una personalità di spicco nell’impegno ambientalista e un comitato scientifico. In quell’anno il premio fu infatti assegnato ad Al Gore, già vicepresidente degli Stati Uniti durante la presidenza di Bill Clinton, e l’Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico nato nel 1988 per volere dell’Onu. La motivazione al Nobel è stato l’impegno profuso per diffondere la corretta informazione sui cambiamenti climatici in atto. La funzione degli scienziati dell’Ipcc, che conta 195 paesi membri e migliaia di ricercatori che vi partecipano su base volontaria, è di analizzare e valutare le informazioni scientifiche sui cambiamenti climatici in modo da redarre delle valutazioni sulla situazione e sull’efficacia degli interventi.

 

Al Gore
Nel 2007 il Nobel per la pace fu condiviso fra Al Gore e l’Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico

 

Le relazioni dell’Ipcc sono così offerte ai soggetti politici per orientarne le scelte. Benché le indicazioni non siano vincolanti, l’autorevolezza dell’operato del panel intergovernativo ha permesso di fare da guida nella firma, ad esempio, del Protocollo di Kyoto del 1997 e i rapporti redatti dall’ente sono citati nelle discussioni e nelle controversie sul tema clima, proprio per la loro completezza e neutralità. Il gruppo è organizzato in tre gruppi di lavoro principali (sugli aspetti scientifici legati al cambiamento climatico, sull’impatto che questi hanno sull’ambiente e sui rapporti socio-economici umani, sulle strategie di mitigazione e contrasto dei cambiamenti) e due Task Force, una sui gas serra e l’altra sui dati a supporto del lavoro dei tre gruppi principali. L’importanza dell’Ipcc nel promuovere la conoscenza sui cambiamenti climatici appare evidente nel momento in cui la diffusione dei rapporti ha iniziato a superare i soli policy maker ma è arrivata anche nell’informazione al grande pubblico. I rapporti fino ad ora pubblicati sono cinque, integrati periodicamente da rapporti speciali per mettere in luce nuove evidenze scientifiche o per suggerire politiche d’intervento. Il prossimo rapporto è in programma per 2022.

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Maria Luisa Vitale
Maria Luisa Vitale
Calabrese di nascita ma, ormai da dieci anni, umbra di adozione ho deciso di integrare la mia laurea in Farmacia con il “Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza” dell’Università di Ferrara. Arrivata alla comunicazione attraverso il terzo settore, ho iniziato a scrivere di scienza e a sperimentare attraverso i social network nuove forme di divulgazione. Appassionata lettrice di saggistica scientifica, amo passeggiare per i boschi e curare il mio piccolo orto di piante aromatiche.

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