Il fotografo Paolo Rossi in una sua spedizione

Il fotografo Paolo Rossi in una sua spedizione (Foto: paorossi.it)

Tra lupi e gatti selvatici. Paolo Rossi anticipa il suo nuovo documentario

Il fotografo e naturalista ligure, dopo aver fotografato i lupi per anni, per primo ha immortalato il gatto selvatico allo stato brado, nella sua regione. Dall’incontro con il felino è nato un documentario, Felis, che uscirà a luglio

Dal 2010 Paolo Rossi immortala lupi e altri animali selvatici nelle zone più selvagge dell’Appennino e delle Alpi. Quella per i lupi, però, è un’attrazione che risale a metà anni ‘90 e che, nel tempo, il fotografo ha sviluppato e affinato. «Per me cercare i lupi è stata sin da subito una scusa – racconta – da una parte per superare i miei limiti, in primis la paura della solitudine e l’ignoranza naturalistica, e dall’altra per avvicinarmi a una creatura in qualche modo simile ai popoli che ho sempre amato, gli indigeni, in particolare quelli del Nord America». 

 

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“Incivili”. Storie di lupi e di avventure

E questa passione per il lupo, iniziata in adolescenza, non si spegne col tempo, anzi si ravviva negli anni: «Non abbandonerò mai il lupo, i miei appostamenti per fotografarlo proseguono incessantemente». Ed è proprio durante uno di questi appostamenti, nel maggio del 2011, che vive la sua avventura più estrema: «Io e Nicola Rebora, fotografo naturalista, eravamo in Abruzzo, sopra 1500 m di altitudine, quando ci sorprese la notte: negli ultimi 15 minuti di luce del crepuscolo, però, arrivarono due lupi meravigliosi. La femmina si nascondeva dietro a dei sassi, giocando a nascondino con il maschio, che, invece, ci aveva fiutato e voleva solo allontanarsi. Fortunatamente non li disturbammo troppo, perché il vento era a nostro favore, ma quell’avvistamento mi è rimasto nel cuore. Passammo la notte sotto un telo per proteggerci dalla neve che si mise improvvisamente a cadere qualche ora dopo. L’esaltazione di aver incontrato quelle due splendide creature, in un’area, l’Abruzzo, in cui il lupo non si è mai estinto completamente,  in quel momento non ci faceva sentire il freddo, che però ci rimase nelle ossa nei giorni seguenti». Gli scatti di quel tramonto sono contenuti nel suo secondo libro fotografico, Incivili.

 

Canis lupus italicus: lupo in libertà (probabilmente una giovane femmina). Scatto risalente a giugno 2012, nel Parco Naturale Regionale del Beigua, dopo tre anni di appostamenti non consecutivi in zona

Ombre, faggi e lunghe attese

In Le ombre tra i faggi, il suo ultimo libro, invece, ci sono solo foto di animali selvatici che si muovono tra i crinali esposti, luoghi in cui la presenza umana è ridotta alle gite estive domenicali di qualche escursionista. «Ho scelto le foto più suggestive di lupi che ho incontrato dal 2017 a oggi, compresa una coppia di lupi nella neve che ho cercato di fotografare per ben 8 anni in quella particolare zona: una vasta radura circondata da boschi di faggio». E che solo all’ottavo anno si sono finalmente “arresi” e si sono lasciati immortalare.

«Il termine “ombre” – spiega Rossi – non è solo un riferimento all’elusività degli animali selvatici dell’entroterra ligure, quasi sempre braccati da cacciatori e bracconieri, che sopravvivono mostrandosi il meno possibile all’uomo, ma si riferisce anche alla fragilità di noi mammiferi: siamo globalmente dei piccoli insetti, se paragonati alla resistenza, alla tenacia, all’adattabilità e, soprattutto, alla longevità di un albero di faggio». 

Sulle tracce del gatto “sarvægo”

Dopo aver fotografato i lupi per anni, Paolo Rossi, nel 2019 gira Felis – Gatto sarvægo (“selvatico”, in dialetto ligure), un documentario sul gatto selvatico, realizzato con l’ausilio di video-trappole e senza utilizzare alcun attrattivo: «Per me il gatto silvestris è stata un meravigliosa ciliegina sulla torta, oltre che un pretesto per collaborare ancora col collega Nicola Rebora», sorride Rossi.

 

Guarda Felis – Gatto sarvægo di Paolo Rossi

 

 

Il felino protagonista del film è molto diffuso in Europa centrale, ma per la prima volta è stata accertata la sua presenza anche nei boschi dell’Appennino ligure. Il documentario conterrà le prime immagini di gatti selvatici in Liguria: «Non è ancora stato appurato se siano tornati spontaneamente o se ci siano sempre stati, senza che nessun addetto ai lavori se ne fosse accorto sino a oggi». Quel che è certo è che Felis verrà lanciato al Dragun Pub di Camogli (GE) il 3 luglio 2020, con proiezioni a ciclo continuo, a partire dal tardo pomeriggio.

Leggere i lupi, sulla strada della conoscenza

Per concludere, Paolo suggerisce una lettura dedicata a chi si vuole avvicinare al lupo e conoscerlo dal punto di vista etologico: Lupi e Uomini di Barry Lopez. «Pur essendo un libro datato, dimostra al lettore che non esiste un solo punto di vista sul lupo (né sul mondo): l’università non è l’unica via che porta alla conoscenza, ma “la strada indigena”, che nel libro è percorsa ripetutamente, si dimostra assai più affascinante di quasi tutte le lezioni tenute all’ombra delle accademie europee». 

 

Guarda Paolo Rossi in Letture dal libro “Lupi e uomini” di Barry Lopez 

 

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Valentina D'Amora
Valentina D'Amora
Educatrice ambientale genovese, appassionata di storie che innescano cambiamenti. Realizza percorsi educativi sul territorio genovese e le piace mettere in pentola progetti sempre nuovi. Ama viaggiare verde e mangiare bene. Mamma di una bimba dal nome della Terra. Ha studiato comunicazione internazionale, frequentato un master di giornalismo ambientale e ha collaborato con diverse testate giornalistiche, cartacee e online. Ha pubblicato “Il ponte silenzioso” (KC Edizioni, 2019) e “GEco – Guida per una rivoluzione ecosostenibile” (Tulipani Edizioni, 2020).

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