Un gruppo di persone attraversano in bicicletta il Parco del Delta del Po al tramonto

Su due ruote o in canoa alla ricerca di scanni e paradelli. Le silenziose meraviglie del Delta

Sette rami e nove comuni in un solo Parco. L’estuario del Po si può scoprire, da soli o con il supporto delle guide, grazie ai mezzi che si possono noleggiare sul posto. E di tappa in tappa si scopre anche la gastronomia locale

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Con i suoi 12.000 ettari, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po comprende i comuni di Adria, Ariano Polesine, Corbola, Loreo, Popozze, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po. L’intero territorio si trova al di sotto del livello del mare, con un massimo di 4 metri di dislivello mantenuto dall’attività delle idrovore e dalla canalizzazione del fiume.

 

Con le acque che formano un intrico di canali e che offrono scenari diversissimi da scoprire, lontani dal caotico affollamento, il mezzo migliore per inoltrarsi nel Parco e farsi sorprendere dalle sue meraviglie è di certo la bicicletta.

 

Grazie alle due ruote a pedalate assistita di cui il Parco è fornito, i visitatori possono scegliere, senza indugio, i diversi percorsi studiati per immergersi nella natura o scegliere itinerari culturali alla scoperta della storia di un territorio in continuo cambiamento, dove il fiume e l’uomo si condizionano e s’aiutano da secoli e dove il paesaggio muta man mano che ci sia avvicina al mare.

 

 

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E così con il sole e le grandi esplosioni delle foglie che crescevano sugli alberi, avevo quella convinzione familiare che la vita ricominciava con l’estate. (Francis Scott Fitzgerald) ph. A. Fantinati #summertime #mydeltaslow #podeltapark #mabunesco #grandedelta . . . #deltapo #parcodeltapo #deltadelpo #deltadelpoveneto #podeltapark #podelta #landscapephotography #bestpicoftheday #quoteoftheday #naturelovers #biospherereserve #sustainabletourism #viaggiaitaliano #biospherereserve #tourisminitaly #slowtourism #supportitaliantourism #iorestoinitalia #parcodeltapo #viaggioveneto #visitveneto #visitdelta #RicominciaDalVeneto #bestholidaydestination

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Tracce d’acqua, tra “cannaioli” e “casoni”

Per chi invece vuole scoprirne il tesoro di biodiversità dall’acqua, una flotta di battelli permette visite guidate, esperienze di pesca turismo, trasporti verso gli scanni (formazioni sabbiose derivate dai sedimenti trasportati dal fiume) e le loro spiagge.

 

Per percorrere i paradelli (vie d’acqua più interne alla laguna delimitate dalla canna palustre) o raggiungere gli scanni più suggestivi si possono noleggiare canoe ma anche bici d’acqua. Proprio la canna, con le sue radici che stabilizza i sedimenti portati dal fiume è stata, in passato, parte dell’economia del territorio. I “cannaioli” raccoglievano in autunno i fasci di canne che venivano in parte rivenduti e in parte utilizzati in Polesine per costruire i tetti e ricoprire le pareti dei “casoni”, abitazioni contadine, in cui solo il grande camino dove si affumicava l’anguilla era in muratura, ancora visibili in laguna.

Il Parco ha, inoltre, delle postazioni per l’osservazione degli uccelli senza disturbarne la vita e, soprattutto, la nidificazione. L’ambiente offre infatti protezione e nutrimento per le tante specie che scelgono la laguna e i suoi argini per deporre le uova.

Il programma Mab

La difesa degli ecosistemi e la coniugazione con le attività ecosostenibili ha permesso al Parco di essere inserito nel programma Mab (Man and Biosphere) dell’Unesco. 

Il programma si prefigge, attraverso la ricerca scientifica e l’innovazione integrata con le attività umane, di mantenere la biodiversità dei territori con progetti di sviluppo sociale, economico e culturale perseguendo la sostenibilità ambientale.

 

Dei fenicotteri rosa
Nelle valli di pesca non è insolito trovare stormi di fenicotteri rosa che si nutrono dei gamberi dai quali deriva il tipico colore del piumaggio (Foto: Maria Luisa Vitale)

 

All’interno del Parco Veneto del Delta del Po è possibile anche avvalersi dell’aiuto delle guide naturalistiche che accompagnano i visitatori alla scoperta dei luoghi più suggestivi per godere pienamente della conoscenza delle specie vegetali e animali del Parco. Completa l’esperienza del Parco la possibilità di degustare le eccellenze gastronomiche, scoprendo piccole realtà del territorio impegnate in una economia circolare e nella valorizzazione delle risorse locali.

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Maria Luisa Vitale
Maria Luisa Vitale
Calabrese di nascita ma, ormai da dieci anni, umbra di adozione ho deciso di integrare la mia laurea in Farmacia con il “Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza” dell’Università di Ferrara. Arrivata alla comunicazione attraverso il terzo settore, ho iniziato a scrivere di scienza e a sperimentare attraverso i social network nuove forme di divulgazione. Appassionata lettrice di saggistica scientifica, amo passeggiare per i boschi e curare il mio piccolo orto di piante aromatiche.

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