Attraversando l’anno con Duccio Balestracci: Natura, riti, stagioni per esorcizzare le paure

Un gruppo di giovani attorno a un falò, in un bosco. Anticamente, per molte popolazioni, accendere un fuoco era un rito legato all'arrivo dell'Autunno (Foto: Pixhere)

Attraversando l’anno con Duccio Balestracci: Natura, riti, stagioni per esorcizzare le paure

Storia naturale e sociale, etnologia, antropologia. Un viaggio immersivo, ricchissimo e affascinante che, dalla pioggia alla luce, dal freddo alla canicola, racconta il rapporto tra esseri viventi e mondo naturale attraverso riti e passaggi

 

Autunno, inverno, primavera, estate. Pioggia, freddo, luce e canicola. Morte e rinascita. È l’inarrestabile alternarsi delle stagioni che da millenni porta gli esseri umani a fare i conti con il mutare della natura durante l’anno. Una ciclicità sulla quale popoli e civiltà di ogni tempo e luogo hanno costruito miti, leggende e riti. Così, in autunno, quando il sole inizia a sparire, il legame con santi e defunti per molte culture e religioni viene celebrato per invocare un aiuto da sottoterra per avere la natura dalla propria parte. In inverno, un’orgia consumata dalle comunità eschimesi del passato serviva a implorare il ritorno della luce. In piena estate, si celebra sant’Anna perché legata all’acqua secondo antiche credenze popolari. Sono solo alcune delle tradizioni folkloriche e religiose, intrecciate fra loro, raccontate nel saggio Attraversando l’anno. Natura, stagioni e riti (Il Mulino, 2023) di Duccio Balestracci, storico e docente di Storia medievale presso l’Università di Siena.

Mondo naturale, stagioni, esseri viventi

Percorrendo le stagioni ed entrando nelle tradizioni dei popoli, Balestracci mette in luce il ruolo degli esseri umani nel mondo naturale: siamo solo una parte della natura e non i suoi dominatori. Per una specie che, dalla sua comparsa, ha cercato di governare, arrivando fino a distruggere in tempi più recenti, tutto ciò che la circonda, questa dimensione non può che generare paura. È dalle piogge autunnali che dipende il raccolto di una stagione. È dall’arsura estiva – la “canicola”, così chiamata in riferimento alla stella Sirio, appartenente alla costellazione del Cane Maggiore, che sorge e tramonta insieme al Sole in piena estate – che dipendono eventi come incendi e siccità dei campi. In queste fasi, “l’uomo nudo” (come il titolo dell’opera dell’antropologo Claude Lévi-Strauss, di ispirazione per Balestracci) non può che esorcizzare la paura e chiedere la benevolenza della natura, talvolta anche facendo un gran chiasso.L’autore racconta tutto questo costruendo un saggio storico che attinge a diverse discipline. Antropologia e etnologia su tutte.

L’opera che ne risulta è complessa, ampia e ricca di elementi, ma non per questo inaccessibile.

Ad accompagnare la lettura sono i molti esempi di miti, riti e ricorrenze celebrati per sancire un accordo con la natura. Ricorrenze che, seguendo il ciclo delle stagioni, scandiscono anche il nostro calendario.

 

Guarda il video con la presentazione di “Attraversando l’anno”

 

Ricominciando dall’autunno

Diversamente da come inauguriamo solitamente un nuovo anno, ad aprire il calendario storico di Attraversando l’anno è l’autunno: la stagione in cui il Sole inizia a sparire. Da sempre l’assenza di luce ha gettato gli umani nella paura. Così, sulle colline irlandesi dei secoli scorsi si consumavano grandi bevute e venivano accessi fuochi per evocare il Sole. Le popolazioni della Siberia meridionale celebrano (in alcuni casi tutt’oggi) rituali di fertilità nei quali si mischino sesso e prosperità naturale. I cristiani hanno collocato in questo periodo la celebrazione dei defunti. Colpisce scoprire, per esempio, come la religione cristiana, ereditando e modellano nei secoli diverse tradizioni pagane, abbia spostato la commemorazione dei morti dalla primavera (come facevano i greci) all’autunno, inseguendo il ciclo delle stagioni. In effetti, dall’estremo Nord all’Europa centrale, fino all’Asia, il solstizio d’autunno rappresenta un passaggio cruciale, da celebrare come una sorta di Capodanno.

L’inverno della nostra paura

Se l’autunno è il momento in cui il cielo inizia a oscurarsi, l’inverno è il periodo del buio e del freddo. Il periodo della paura più forte, durante il quale il Sole deve essere richiamato. Gli Inca, a giugno per quelle latitudini, aspettavano il sorgere del sole offrendo doni e sacrifici.

Dalle nostre parti, invece, dicembre è quasi un filo continuo di feste, precristiane e cristiane, che nei secoli si sono fuse fra loro.

Proprio dicembre, il periodo natalizio per la cultura occidentale, mostra come, dalla celebrazione di Santa Lucia al Natale, passando per San Nicola, le festività cristiane siano un miscuglio di riti e credenze che sono mutati nel corso dei secoli e che, in alcuni casi, affondano le loro radici in un passato più remoto della cristianità stessa. In fin dei conti, come scrive l’autore intitolando un paragrafo, «il 25 dicembre è la notte in cui nascono gli dèi, meno (forse) Gesù». Anche l’Epifania, del resto, scopriamo convergere in quel momento di chiusura delle feste invernali seguendo la ciclicità delle stagioni. È il momento in cui timidamente le giornate iniziano a durare qualche attimo in più: la primavera si avvicina. Come racconta Balestracci, se i romani celebravano questi giorni con figure femminili propiziatorie di fertilità, la chiesa non ha fatto altro che “cristianizzare” alcuni personaggi e riti.

Primavera, estate: acqua e fuoco in contatto con la Natura

La primavera poi arriva e, ancor più che in ogni altra stagione, la paura si mescola alla speranza. Non è però una stagione da dare per scontata. Le usanze, sia religiose che folkloriche, presentate da Balestracci sono rivolte a celebrare la rinascita primaverile: la celebrazione dell’hanami – la fioritura dei ciliegi – per la cultura giapponese; i riti per il rinnovo del fuoco sacro delle antiche civiltà Inca; i culti del mondo babilonese ed egizio celebranti divinità che simboleggiavano la rinascita. Una rinascita per la quale, da sempre, abbiamo trattato con la natura. Finita anche l’estate, non meno ricca di miti e credenze volti soprattutto a invocare la presenza di acqua, il ciclo si ripete. Si deve tornare a contrattare con la natura e fare i conti con la paura. Una paura che non è paralizzante ma, come scrive l’autore, «uno dei motori della storia umana».

 

Saperenetwork è...

Enrico Nicosia
Naturalista rapito dal fascino per il mondo naturale, sommerso e terrestre, e dei suoi abitanti, spera un giorno di poterli raccontare. Dopo la Laurea in Scienze della Natura presso l’Università di Roma “La Sapienza” va in Mozambico per un progetto di conservazione della biodiversità dell’Africa meridionale. Attualmente collabora come freelance con alcune testate come Le Scienze, Mind e l’Huffington Post Italia, alla ricerca di storie di ambiente, biodiversità e popoli da raccontare

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