La nostra vita dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi

Il 71% della superficie del nostro pianeta è ricoperto da distese d’acqua che nelle loro profondità ospitano l’80% delle specie viventi, regolano il clima, producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo

La nostra vita dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi

Mariasole Bianco si occupa della salvaguardia degli oceani da minacce come cambiamenti climatici, inquinamento, distruzione degli habitat e sovrappesca. Il suo libro, semplice e immediato, ha l’obiettivo di far comprendere a tutti che ognuno di noi può fare la differenza

Per gli antichi Greci il mare era un insieme di tante idee, al punto da meritare altrettanti termini per descriverne le numerose sfumature. Era sostanza e visione, era il dualismo prossimità/lontananza, legame/separazione. Lo sguardo del terzo millennio ha perso buona parte della profondità necessaria a comprendere tutte le tonalità di questo ambiente così vicino, eppure così diverso, alla nostra dimensione quotidiana. Il mito della modernità s’è accompagnato al disincanto, se non al deliberato sfruttamento. Da parte integrante della storia, il mare si è ridotto a puro sfondo fotogenico, infrastruttura logistica o, ancora peggio, discarica.

 

Il proposito di “Pianeta Oceano” è proprio quello di riportarci in contatto con il ruolo fondamentale del mare. Mariasole Bianco, biologa marina e presidente e fondatrice dell’associazione Worldrise Onlus, dà una prima chiave di lettura a partire dal titolo, che allude a quanto il nostro “pianeta blu” si identifichi, non solo per il colore, nella sua idrosfera.

Anche per l’uomo moderno il mare può essere tante cose: per chi vive lungo le sue sponde è una fonte di sostentamento, ma anche chi abita lontano non può ignorarne l’effetto regolatore sul clima.

Per non parlare del suo ruolo di filtro, capace di trascinare e stipare nelle sue profondità sostanze nocive per la vita in superficie o di gigantesco apparato circolatore attraverso le sue correnti.

 

immersione ocenao
I progressi fatti nello studio dei nostri mari hanno portato alla luce appena il 5% di ciò che si stima esservi nascosto, una percentuale minuscola, che è però stata sufficiente a farci scoprire un mondo sommerso che ospita una ricchezza naturale strabiliante

 

In un’immaginaria immersione, l’autrice illustra un ulteriore possibile significato del titolo: per quanto strettamente connesso alla Terra, il mare è una sorta di pianeta a sé, per varietà e peculiarità di ambienti e forme di vita. Questo spazio, ancora in buona parte inesplorato, custodisce ambienti inimmaginabili, dove il concetto di vita acquisisce nuovi significati di fronte alla sua capacità di adattarsi a condizioni estreme di buio e pressione.

E così, pagina dopo pagina, ci si muove tra sorgenti idrotermali, vulcani, dorsali e montagne sottomarine, provando a reimparare il magnetismo, il sesto senso dimenticato dall’ uomo che permette alle creature marine di orientarsi.

In mezzo a queste meraviglie, a lasciare a bocca aperta è un minuscolo frammento che affiora da un abisso. È un sacchetto di plastica piovuto dall’alto a ricordarci quanto il futuro del mare dipenda da chi sta oltre la superficie.

Saperenetwork è...

Valentina D'Amora
Valentina D'Amora
Educatrice ambientale genovese, appassionata di storie che innescano cambiamenti. Realizza percorsi educativi sul territorio genovese e le piace mettere in pentola progetti sempre nuovi. Ama viaggiare verde e mangiare bene. Mamma di una bimba dal nome della Terra. Ha studiato comunicazione internazionale, frequentato un master di giornalismo ambientale e ha collaborato con diverse testate giornalistiche, cartacee e online. Ha pubblicato “Il ponte silenzioso” (KC Edizioni, 2019) e “GEco – Guida per una rivoluzione ecosostenibile” (Tulipani Edizioni, 2020).

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