Verdi, giovani e rivoluzionari. Un libro per conoscerli da vicino

Verdi, giovani e rivoluzionari. Un libro per conoscerli da vicino

Chi sono i ragazzi che stanno compiendo la rivoluzione verde? Quali sono le loro idee per curare il pianeta Terra, la nostra casa comune? Valentina Giannella, Lucia Esther Maruzzelli e l’illustratrice Manuela Marazzi ce lo spiegano in un volume innovativo

Skolstrejk för klimatet o sciopero della scuola per il clima. Questa scritta che abbiamo letto in tanti è comparsa la prima volta il 20 agosto 2018 a Stoccolma, quando Greta Thunberg, una ragazzina di appena 15 anni, da sola, decise di iniziare la sua protesta davanti la sede del Parlamento svedese contro l’inerzia della politica nel contrasto delle emissioni di anidride carbonica.

E nessuno si sarebbe aspettato che da quella resistenza solitaria sarebbe sorto, in pochi mesi, un movimento mondiale che unisce milioni di giovani ecologisti bramosi di giustizia: il Fridays for Future. Pronto a cambiare il nostro futuro con la rivoluzione verde. Ma cosa vogliono esattamente questi ragazzi? Quali sono i passi che loro ci invitano a compiere per rendere la Terra, la nostra casa comune, un posto più sicuro? A queste domande hanno risposto le giornaliste Valentina Giannella e Lucia Esther Maruzzelli con il loro ultimo lavoro editoriale Green Nation Revolution.

 

 

Il libro — realizzato con il contributo dell’illustratrice Manuela Marazzi — è adatto a tutti. Non utilizza, infatti, tecnicismi. Ma al contempo fornisce importanti informazioni scientifiche. Per i non esperti è presente addirittura un vero e proprio glossario con le parole chiave del cambiamento. Non mancano poi gli esempi di buone pratiche — in molti casi già in atto— per trasformare l’economia lineare, quella della crescita infinita, nell’economia circolare, attenta, invece, al recupero e allo spreco delle risorse.

A guidarci dentro la Green Nation Revolution è Greta, con la sua storia, il suo coraggio e i suoi discorsi ricchi di pathos indirizzati ai potenti di tutto il mondo. Pensiamo soltanto a «How dare you?», cioè a quel «Come osate?» urlato dalla ragazzina svedese – persona dell’anno per il Time e candidata al premio Nobel per la pace –  all’interno del palazzo delle Nazioni Unite di New York durante il Climate Action Summit, il 23 settembre 2019 oppure all’allarme lanciato il 25 gennaio 2019 a Davos, dove spiegò al pubblico che «la nostra casa è in fiamme».

 

Guarda l’intervento di Greta Thunberg al Climate Action Summit di New York

 

Messaggi forti che hanno trovato il sostegno di giovani attiviste ambientaliste come Anna Taylor, 19 anni, che ha fondato UK Student Climate Network o  Katie Eder, 20 anni, del movimento Future Coalition. E ancora, come Anuna De Wever e Kyra Gantois, studentesse fiamminghe rispettivamente di 19 e 20 anni o Alexandria Villaseñor, che ha fondato School Strike 4 Climate. Ed è anche grazie a loro che il 29 novembre  2019 hanno aderito al Global Climate Strike  circa 12 milioni di persone. Ma il successo del movimento, sottolineano Valentina Giannella e Lucia Esther Maruzzelli, non dipende soltanto dal carisma. Come si legge nel libro, i giovani ecologisti fanno un uso consapevole dei media e dei social media. Hanno una capacità organizzativa straordinaria, sono in grado di pensare fuori dagli schemi (out of the box) e tutto questo spaventa i negazionisti climatici, i cui argomenti in difesa dell’economia tradizionale basata sugli investimenti nelle fonti fossili vengono sistematicamente confutati dai ragazzi della Green Revolution attraverso tesi scientifiche consolidate.

 

Guarda le proteste degli studenti in occasione dello sciopero globale per il clima

 

 

Per di più  il programma per curare il pianeta proposto dalla nuova generazione è chiaro e  convincente: smettere di bruciare combustibili fossili, proteggere foreste e piantare alberi, aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico, inventare nuove professioni compatibili con la sostenibilità ambientale. E più in generale ripensare l’utilizzo delle risorse della Terra per garantire giustizia e equità.

 

«Il bene comune, ecco il concetto che unisce ancora una volta i ragazzi della Green Nation. Che non scioperano e non marciano per l’interesse di qualcuno, lo fanno per tutti coloro che abitano questa nostra grande, meravigliosa casa che è il pianeta Terra».

 

Abbiamo a disposizione quindi un manifesto ecologista decisamente ambizioso, che fortunatamente può essere applicato. E le autrici di Green Nation Revolution  riescono a presentarlo  in modo semplice e esaustivo. Attraverso l’accurata suddivisione dei capitali e le illustrazioni di Manuela Marazzi, in cui i tratti leggeri, che ricordano i Manga, si fondono bene con il giallo, il verde e l’arancione. Un mix semiotico innovativo che aiuta il lettore ad orientarsi nella nuova economia e nella storia che stiamo vivendo fatta di interconnessioni globali.

Dove non servono  supereroi per salvare l’ecosistema «ma ingegneri, economisti, scienziati, biologi, ambientalisti, architetti e designer. Giovani che ci credono. Tutti con la capacità fondamentale di vedere il mondo com’è e il potere di immaginare come potrebbe essere».

L’agricoltura rigenerativa, la carbon purification e la water purification, e poi lo sviluppo di tecnologie legate al riciclo e la progettazione delle città smart green, le numerose start-up che seguono l’economia circolare e lo zero waste sono degli esempi validi che dimostrano come stia nascendo un nuovo mondo.  Per usare le parole di Greta Thunberg cantate sulle note di Fatboy Slim ai Fridays for Future:

«Il cambiamento è qui. Right here, right now».

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Michele D'Amico
Michele D'Amico
Sono nato nel 1982 in Molise. Cresciuto con un forte interesse per l’ambiente.Seguo con attenzione i movimenti sociali e la comunicazione politica. Credo che l’indifferenza faccia male almeno quanto la CO2. Giornalista. Ho collaborato con La Nuova Ecologia e blog ambientalisti. Attualmente sono anche un insegnante precario di Filosofia e Scienze umane. Leggo libri di ogni genere e soprattutto tante statistiche. Quando ero piccolo mi innamoravo davvero di tutto e continuo a farlo.

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