Addio a Frans de Waal, che scoprì primati più “umani”

L'etologo e primatologo Frans de Waal

Addio a Frans de Waal, che scoprì primati più “umani”

Le ricerche dell’etologo olandese spostarono il focus dall’aggressività dei primati alle loro complesse reti relazionali, arrivando a comprendere i nostri progenitori come fortemente cooperativi e dotati di un naturale senso di giustizia

Empatia, cooperazione, reciprocità. L’etologo e primatologo olandese naturalizzato statunitense Frans de Waal, scomparso a 75, aveva osservato per anni primati e altri mammiferi, rilevando la presenza di questi tratti comportamentali. Ne aveva concluso che il prendersi cura del benessere degli altri è una caratteristica che il primate essere umano condivide con i suoi parenti prossimi.

Migliaia di ore di osservazione

Laureatosi in biologia nei Paesi Bassi, la sua tesi di dottorato riguardò l’aggressività nei macachi, e fino al 1981, anno in cui si trasferì negli Stati uniti, studiò una comunità di scimpanzé in cattività nello zoo di Burgers, ad Arnhem. Negli Usa Frans de Waal continuò la sua attività di ricerca cui affiancò l’insegnamento e la divulgazione, che lo rese noto grazie anche alla chiarezza e all’ironia dell’esposizione, che si ritrova anche nei suoi numerosi libri: La scimmia e l’arte del sushi (Garzanti, 2002), Il bonobo e l’ateo (Raffaello Cortina, 2013), Siamo così intelligenti da capire l’intelligenza degli animali? (Raffaello Cortina, 2016) e Diversi. Le questioni di genere viste con gli occhi di un primatologo (Raffaello Cortina, 2022). Oltre ai riconoscimenti scientifici (membro pluripremiato dell’Accademia Reale delle Arti e delle Scienze dei Paesi Bassi e dell’Accademia nazionale delle scienze statunitense), nel 2007 fu inserito dal Time nella lista delle 100 persone più influenti del mondo.

“Cosa possiamo imparare dai nostri parenti stretti?”

Il suo studio si è concentrato soprattutto sulle relazioni sociali di scimpanzé e bonomi. Ne aveva ad esempio osservato tendenze “morali”, ovvero un senso di giustizia, di equità, e la reciprocità, che aveva di conseguenza considerato come atteggiamenti appartenenti alle comunità dei primati ben prima della comparsa delle religioni. L’approccio di Frans de Waal è stato quello di valorizzare i comportamenti sociali positivi negli animali, interpretandoli come un patrimonio genetico a nostra disposizione. Con la convinzione che l’essere umano non sia “un lupo nei confronti degli altri uomini”, paragone scorretto sia nei confronti del lupo, animale estremamente cooperativo, sia nei confronti dell’essere umano, «perché questi è molto più cooperativo ed empatico di quanto gli sia stato riconosciuto».

 

Guarda il TED Talk di Frans de Waal

 

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