Un'immagine del cantiere archeologico, a Clermont-Ferrand/Auvergne, in Francia, dove sono tornati alla luce i resti di un bambino d'età gallo-romana e di un cane

Un'immagine del cantiere archeologico, a Clermont-Ferrand/Auvergne, in Francia, dove sono tornati alla luce i resti di un bambino d'età gallo-romana e di un cane (Foto: Inrap.fr)

Noi, i cani, l’aldilà e le nuove scoperte archeologiche

Un bimbo sepolto con un ricco corredo funebre e, ai suoi piedi, un cucciolo con un collare dotato di un campanellino. Una scoperta eccezionale, occasione per conoscere meglio l’evoluzione del nostro rapporto con i quattrozampe nel momento più difficile: quello della morte

In Francia, ad Aulnat, gli archeologi e ricercatori dell’Inrap (Institut national de recherches archéologiques preventives) hanno rinvenuto la tomba di un bambino risalente al I secolo d.C.. Insieme alle ossa del piccolo, è stato ritrovato un ricco corredo funebre e i resti di un piccolo cane dotato di un collare con un campanellino.

Per quale motivo il bimbo è seppellito con un cucciolo? Quali sono gli aspetti più straordinari di questa scoperta?

La sepoltura di un bambino in epoca romana

Lo scavo archeologico, effettuato nei pressi dell’aeroporto di Clermont-Ferrand/Auvergne, ha portato alla luce resti che vanno dall’Età del Ferro fino all’Alto Medioevo e all’epoca moderna. Tra questi, appunto, la sepoltura gallo-romana di un bambino. Le pratiche funerarie gallo-romane differiscono molto poco dalle pratiche romane del territorio italiano. I bambini, alla morte, erano destinati a un trattamento diverso rispetto agli adulti: i primi erano inumati (sepolti) mentre per i secondi era prevista la cremazione. Anche i luoghi di sepoltura erano differenti, con i più piccoli spesso in prossimità delle abitazioni o delle botteghe, mentre i resti della cremazione degli adulti erano raccolti in vasi e conservati in complessi funerari lontani dalla città, vicino alle strade.

Guarda il video del ritrovamento archeologico ad Aulnat (Fonte: Inrap)

Il video del ritrovamento archeologico a Aulnat (Francia)

Lo strano caso del collare con campanellino

In questo caso il bambino, di circa un anno, è stato sepolto in una bara in legno – che non è arrivata sino a noi data la deperibilità del materiale – posta in una fossa in cui è stato ritrovato un ricco corredo funebre, molti resti di animali macellati e il cucciolo di cane con un collare col campanellino. Ivy Thomson, archeo-antropologa dell’Inrap coinvolta nello scavo, spiega le caratteristiche della sepoltura: «Ciò che è eccezionale è la grande quantità e qualità degli oggetti deposti nella tomba, soprattutto se si considera che è la tomba di un bambino. La presenza di vasi e di resti di animali macellati è comune nelle sepolture gallo-romane, soprattutto nelle tombe degli adulti ma, a volte, anche in quelle dei bambini. Si tratta della parte del banchetto funebre riservata al defunto». C’è, però, qualcosa di poco ordinario:

«Oltre a queste offerte legate al banchetto, ci sono dei vasi in miniatura che dovevano contenere dei medicinali o dei cosmetici, un cucciolo di cane e degli oggetti personali. Queste offerte rendono la scoperta particolarmente commovente, ma sono anche eccezionali. La presenza di un giocattolo in una tomba è, per esempio, una cosa molto rara».

Cani e aldilà: dai rituali alle epigrafi per gli animali d’affezione

La presenza di un cucciolo di cane in un’antica inumazione di un bambino può meravigliare e commuovere, in realtà c’è molto altro in una scoperta archeologica di questo tipo. Il cane è compagno dell’uomo da millenni e tra gli indizi lasciati da questa convivenza ci sono proprio le sepolture. Non dobbiamo però pensare che fossero sempre tutte forme di un estremo saluto all’amico fedele perduto. Deposizioni di cani sono state rinvenute in tutto il mondo, le prime risalgono a oltre 10.000 anni fa ma le storie legate a questi luoghi possono essere molto diverse. Per capire meglio, diamo un’occhiata alle testimonianze archeologiche italiane. I cani fanno la loro comparsa in sepolture umane dalla preistoria: spesso i cani seguivano la sorte dei proprietari e venivano uccisi e sotterrati durante la cerimonia funebre.

Molto più di una guardia da confine

Questa pratica è documentata dal Neolitico antico fino all’epoca romana anche se, in alcuni casi, non è da escludere la funzione del cane come guardiano della tomba stessa. In epoca pre-romana e romana i cani erano oggetto di riti di fondazione, di purificazione e di passaggio : nel mondo antico il cane era un animale legato al mondo degli Inferi, al passaggio, posto a guardia di un confine. Ve lo ricorderete tutti Cerbero, custode dell’entrata dell’Ade.

L’indagine zooepigrafica

Gli studi di zooepigrafia, però, rivelano altre dinamiche d’interazione tra uomo e cane, in cui quest’ultimo non è più funzionale allo svolgimento di pratiche rituali ma coinvolto in un legame di mutuo e reciproco affetto. Il proprietario celebra la morte del suo fedele compagno con iscrizioni funerarie non soggette ad alcuna codifica, da cui traspaiono sentimenti sinceri, del tutto simili a quelli che proviamo al giorno d’oggi per i nostri animali d’affezione.

Uno sguardo approfondito sulla scoperta archeologica francese

E il cucciolo di cane sepolto insieme al bambino nello scavo francese? Quale sarà stata la sua funzione? Thomson spiega: «L’associazione di un cane e un bambino è conosciuta in contesto funerario antico e non è così raro nella nostra regione. Il cane è, probabilmente, considerato come un animale psicopompo (che guida l’anima dei morti). Non sappiamo perché ciò è legato soprattutto alle tombe dei bambini, ma si può immaginare che si pensasse che il cane vegliasse sul bimbo dopo la morte».

Bambini e cuccioli

E difatti, spiega l’archeologa, nelle sepolture dei bambini, si tratta spesso di un giovane cane o di un cucciolo, proprio come in questo caso. «Non possiamo, purtroppo, sapere se il cane appartenesse o no al bambino, prima della sua morte. Anche se la presenza di un cane non è eccezionale, non è così frequente. Il collare e il campanellino che il cane di questa tomba porta al collo sono, al contrario, veramente eccezionali: conosciamo rarissimi esempi di collari per cani».

La ricerca continua

Dopo la ricerca su campo, sarà il turno delle indagini di laboratorio sulle ossa e gli oggetti ritrovati. Questi dati ci aiuteranno a capire meglio le pratiche funerarie e le stesse popolazioni del passato. Scopriremo qualcosa in più sulla vita e la morte di questo bambino e forse sarà possibile avere qualche indizio anche sulla presenza del cucciolo e del suo “strano” collare con campanello.           

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Alessia Colaianni
Alessia Colaianni
Laureata in Scienza e Tecnologie per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali, dottore di ricerca in Geomorfologia e Dinamica Ambientale, è infine approdata sulle rive della comunicazione. Giornalista pubblicista dal 2014, ha raccontato storie di scienza, natura e arte per testate locali e nazionali. Ha collaborato come curatrice dei contenuti del sito della rivista di divulgazione scientifica Sapere e ha fatto parte del team della comunicazione del Festival della Divulgazione di Potenza. Ama gli animali, il disegno naturalistico e le serie tv.

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