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Immagine tratta dal cortometraggio Limbo, regista Giorgio Magarò

Appuntamento con Limbo, il corto di Giorgio Magarò girato in quarantena

Il film sarà visibile anche su questa pagina sabato 4 aprile alle ore 21.00. Un racconto di fantascienza realizzato fra green screen, riprese via webcam da casa degli attori e oggetti autocostruiti. Con un’unica scena girata dal vivo, prima dei decreti che hanno imposto il distanziamento sociale. Da non perdere

Si può girare un film, peraltro di fantascienza, senza uscire di casa? Sembra impossibile ma Giorgio Magarò, regista ed educatore in campo cinematografico attivo già dagli anni ‘90 fra il Pavese e a Milano, con particolare attenzione verso le tematiche della disabilità e del disagio, c’è riuscito. E domani, sabato 4 aprile, alle 21.00 in punto tramite i suoi profili su Facebook e Youtube, renderà disponibile “Limbo”: il suo ultimo cortometraggio concepito e realizzato durante l’emergenza Covid-19 utilizzando oggetti autoprodotti, il green screen e i contributi degli interpreti, sette in tutto, diretti via webcam ciascuno dalla propria abitazione.

Un piccolo miracolo di autoproduzione in quarantena, lungo 12 minuti appena, centrato sulla storia di un astronauta solitario che nel 2125 viene bloccato in orbita terrestre, dopo una lunga missione, dalle autorità del pianeta per un motivo che soltanto nel finale potrà conoscere.

Abbiamo raggiunto il regista via Skype mentre ultimava il montaggio per raccogliere qualche anticipazione su questo lavoro che contiene molti margini di sperimentazione sia tecnologica, sia attoriale e che SapereambienteTv condividerà attraverso i propri canali.

 

Il regista Giorgio Magarò
Il regista Giorgio Magarò

 

Giorgio, com’è nata l’esigenza di girare “Limbo” e quanto avete impiegato per realizzarlo?
Volevo raccontare una storia legata non tanto al Coronavirus, piuttosto alla condizione in cui tutti ci troviamo, quella cioè di non poterci muovere da casa. Un giorno, prima che scattassero le misure di restrizione, è venuta a trovarmi mia figlia Lù, che ha collaborato attivamente alla produzione, insieme al suo ragazzo e ci è venuta in mente la trama del film, che racconta la difficile scelta di fronte alla quale si trova il comandante Adler. Fino a un colpo di scena finale… Abbiamo iniziato a lavorarci verso la fine febbraio e finiremo oggi (2 aprile, ndr), se riuscirò a pubblicare il video entro sera.

La tua biografia tiene insieme il videomaking e molta attività in campo sociale ed educativo. Come si conciliano questi diversi fronti?
Inizialmente facevo tutt’altro, lavoravo come geometra. L’amore per la fotografia però mi ha portato a seguire le prime missioni in Africa con il “Pontificio istituto missioni estere” per realizzare dei documentari. E non ho più smesso. Come regista sono autodidatta, ho cominciato più di trent’anni fa soprattutto raccontando le tematiche sindacali e il mondo dei lavoratori, oggi sono molto impegnato con le scuole e le associazioni che si occupano di disabilità e disagio. Cerco di raccontare l’handicap dal punto di vista di chi lo vive, di andare oltre gli stereotipi, di scoprire la diversità e le dipendenze che sono dentro ognuno di noi.

 

L'astronave present nel film Limbo, realizzata dal regista Giorgio Malagò
L’astronave presente nel cortometraggio Limbo è stata realizzata dal regista Giorgio Magarò

 

E la fantascienza?
Appena riesco mi piace dedicare un po’ di energie alla creatività. Ho già realizzato un paio di film completamente autoprodotti: l’ultimo, “L’isola sbagliata”, l’abbiamo girato interamente sul Po e dovrebbe essere presentato il 26 maggio ma considerata la situazione non so se sarà possibile. Le mie produzioni sono molto intimiste ma la fantascienza in realtà è un amore di vecchia data. Otto anni fa ho girato un lungometraggio, “Space Truckin’”,,anche questo autoprodotto e di fantascienza, lungo un’ora e venti. Ma “Limbo” è stato davvero molto, molto impegnativo.

Cosa hai ricavato da questa esperienza sia a livello personale, sia a livello artisitico e professionale?
Si è trattato di una situazione sicuramente anomala e questo ha creato anche una serenità maggiore perché non eravamo legati a tempi di consegna rigidi o a budget da rispettare. Penso sia stata un’esperienza davvero molto bella per tutto un gruppo di amici che si sono fatti compagnia a distanza facendo quello che più gli piace. Dal punto di vista professionale girare sul green in un contesto normale può rappresentare un limite, preferisco il cinema fatto dal vero, anche se mi piace parlare di storie surreali. Qui però l’esigenza era diversa e sono soddisfatto del risultato. Sicuramente ho scoperto Skype, non l’avevo mai usato molto e in effetti si possono realizzare cose interessanti. Insomma mi affascina.

 

 Guarda il video di Camilla Fascina che esegue Five Years di David Bowie

 

Alcune tue produzioni hanno riguardato il movimento Friday For Future. Cosa ne pensi?
Tutto il bene possibile. Non sono di quelli che dicono: “Bravi ragazzi però dovete crescere, dovete informarvi, dovete prendere esempio da noi grandi che abbiamo più esperienza”. Credo che non abbiamo davvero niente da insegnare. Lo dico anche con un po’ di tristezza, ma abbiamo davvero fatto poco per l’ambiente. Non si tratta di una ragazzata, è qualcosa di molto serio: hanno ottenuto più loro in poco tempo, almeno dal punto di vista mediatico, di quanto sia stato fatto in anni di iniziative più “elevate”.


La scheda

Locandina del cortometraggio Limbo, regia di Giorgio Magarò
La locandina del cortometraggio “Limbo”, regia di Giorgio Magarò

Limbo
Un film cortometraggio scritto e diretto da Giorgio Magarò
Italia, 2020
Durata: 12 minuti, formato 2K cinemascope

Cast artistico
Gabriele Zanoncelli: Comandante Adler
Claudio Batta: tecnico
Francesco Menichella: Capo Stazione Spaziale
Alessandro Baito: kepleriano
Paolo Bertazzoni: burocrate
Luigi Cori: militare
Chiara Vitti: amica di Adler

Cast tecnico
Giorgio Magarò: regia e fotografia
Massimiliano Manella: sound designer
Lù Magarò: aiuto regia
Arianna Merlini: assistente

Musiche
Artisti vari da “Repetition Bowie” per Midfinger Records. La canzone “Five Years” dei titoli di coda è interpretata da Camilla Fascina

 

Saperenetwork è...

Andrea Fontana
Andrea Fontana
Giornalista da sempre, professionista dal 1996. Ha lavorato in radio e periodici locali, ma soprattutto per giornali eriviste di spettacolo fino al 2000. Direttore responsabile di alcune testate giornalistiche online, principalmente dedicate allo sport, fino al 2010, quando ha iniziato a interessarsi di energie rinnovabili ed efficienza energetica. Si considera uno Spirito libero e nel 2012 si è autoprodotto il libro inchiesta ENEL BLACK POWER Chi tocca muore! Tra le sue passioni l’Inter e il motociclismo. Recentemente ha pubblicato il diario Poi è arrivato Mou!

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