Interactions, sguardi di cineasti in difesa della biodiversità 

Un fotogramma di Caiçara, del brasiliano Oskar Metsavaht, sull’importanza di un consumo consapevole per preservare l’ecosistema marino (Foto: OM.art)

Un cavallo, una mandria di bufali, un elefante, un giaguaro, un lamantino, una salamandra e un lupo. Sono alcuni dei protagonisti dei dodici corti d’autore raccolti in Interactions, ideato e prodotto da Adelina von Fürstenberg e presentato in anteprima mondiale alla 17esima edizione della Festa del Cinema che si svolge fino al 23 ottobre a Roma.

 

Adelina von Fürstenberg con la ong ART of the world sensibilizza ai temi ambientali attraverso l’arte

 

Sguardo sulla natura

Dopo Interdependence, antologia composta di undici corti e presentato sempre alla Festa del Cinema di Roma nel 2019, dove ha iniziato un lungo cammino che ha portato 300 milioni di persone a vederlo in tutto il mondo, la Art for the world (ong fondata e guidata da Adelina von Fürstenberg, associata al Dipartimento dell’Informazione Pubblica delle Nazioni Unite) prosegue nella sua missione volta a sensibilizzare le persone rispetto alle tematiche ambientali. Lo fa attraverso una nuova serie di corti con artisti e registi impegnati a livello internazionale.

 

 

In Interactions, sul grande schermo si avvicendano generi come docu-fiction, animazione, commedia, dramma, fantascienza, riflettendo sulla specificità dello sguardo cinematografico sulla natura e sul rapporto tra l’uomo e gli animali, attraverso la biodiversità, il cambiamento climatico, la conservazione della natura, la deforestazione, l’ambiente, la salute, la fauna in generale e quella marina, l’acqua e molto altro.

Gli artisti coinvolti, provenienti da quattro dei cinque continenti («manca l’Australia», ha sottolineato Adelina von Fürstenberg alla stampa), non esitano a raccontare il proprio tempo con impegno, senza però rinunciare al linguaggio poetico.

Faouzi Bensaïdi, pluripremiato regista e attore marocchino, dedica il titolo del suo corto a una poesia del poeta palestinese Mahmoud Darwish: Why did you leave the horse alone? (Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine?). In scena, i maltrattamenti a un cavallo da parte di una troupe televisiva, lodato quando soffre, condannato quando si comporta da animale libero. Invece, Caiçara è un comune del Brasile: è qui che Oskar Metsavaht segue il racconto di un bambino sulla pesca tradizionale, mezzo di sussistenza della sua famiglia da generazioni. Dalle sue parole, l’urgenza per un consumo consapevole dell’ecosistema marino.

 

 

E poi Yakushima, l’isola dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco per il suo valore di riserva della biosfera (ispirazione per l’ambientazione del film Princess Mononoke, di Hayao Miyazaki), protagonista di Refugia diretto da Anne de Carbuccia. Il fuoco che devasta l’Amazzonia in Jungle Fever, di Takumã Kuikuro, venuto a Roma «in rappresentanza di tutti gli indigeni, per dar voce a quanti combattono contro la deforestazione dell’Amazzonia e testimoniare la violenza che si sta abbattendo su tutti loro». L’incontro tra una pastora e un lupo, nelle Alpi svizzere, in Queen di Bettina Oberli. Lo scontro tra uomini ed elefanti, dopo che la foresta non esiste più a dividere i due mondi, in Elephant in the Room di Nila Madhab Panda. In The Last Maya, di Yulene Olaizola & Rubén Imaz, la storia di un uomo che vive solo, circondato dalle rovine della civiltà umana, e trova conforto e affetto in un lamantino.

Uomini e bufali

In Landscape Depressions, la possibilità di un mondo in cui gli animali possono agire indisturbati, a causa di un sonno che ha rapito il genere umano, viene esplorata da Janis Rafa (presente anche alla Biennale di Venezia 2022, per la Grecia). «Una suggestione nata durante il lockdown, ma anche una vendetta da parte del mondo animale nei nostri confronti», ha spiegato l’artista. Tatanka, dall’armeno Eric Nazarian, ripercorre invece il vincolo tra il popolo Lakota (Sioux) e il culto per i bufali, a cui sono legate la rigenerazione delle praterie, la conservazione del loro ecosistema, la caccia di sussistenza e la tribù di donne guaritrici e sopravvissute che si rafforzano a vicenda attraverso la rinascita del tatanka (bufalo).

 

Un fotogramma del corto Landscape Depression, di Janis Rafa

 

Credenze d’Africa e perdita di biodiversità

In memoria di Idrissa Ouedraogo, regista burkinabé tra i più importanti esponenti del cinema africano, scomparso nel 2018, Adelina von Fürstenberg ha voluto inserire tra i 12 corti anche The Chameleon (La longue marche du caméléon), prodotto da Art for The World nel 2010 e ispirato all’articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione”. Il cortometraggio, infatti, è incentrato sul tema del sincretismo delle credenze. Chiude Isabella Rossellini e il corto Domestication che racconta la Mama Farm, la sua fattoria fondata nel 2013 a Brookhaven, e gli effetti della mancanza di biodiversità nell’agricoltura moderna: galline e pecore di razze tradizionali a testimoniare che contro la standardizzazione delle tecniche di allevamento e contro la marginalizzazione delle razze locali si deve e si può combattere.

 

Il regista italiano Clemente Bicocchi

 

In rappresentanza dell’Italia c’è Clemente Bicocchi, con Crepuscolo, ispirato al racconto Notturno (Nightfall, del 1941) di Isaac Asimov. Così ha raccontato in conferenza stampa:

«La mia idea di fantascienza non sono le navi spaziali. Qui faccio fare un salto logico a una scena documentaristica. Tra il racconto e le immagini c’è una discrepanza. Il mio scopo era porre delle domande. Credo che in fondo sia l’idea di questo film: 12 punti diversi sulla realtà che non danno risposte definitive».

Il film sarà pubblicato in esclusiva su RaiPlay dal 22 ottobre 2022.

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Francesca Romana Buffetti
Antropologa sedotta dal giornalismo, dirige dal 2015 la rivista “Scenografia&Costume”. Giornalista freelance, scrive di cinema, teatro, arte, moda, ambiente. Ha svolto lavoro redazionale in società di comunicazione per diversi anni, occupandosi soprattutto di spettacolo e cultura, dopo aver studiato a lungo, anche recandosi sui set, storia e tecniche del cinema.

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