Dettaglio dell'opera di C215 a Genova

Un dettaglio dell'opera dell'artista C215, a Genova

Dai murales californiani alle installazioni di Passoscuro. San Valentino degli artisti, nell’anno dei baci negati

Quest’anno il 14 febbraio niente effusioni? La risposta della street art da Glasgow a Trastevere passando per  Venice Beach… Fra mascherine sulle labbra e baci sospesi, in attesa di tempi migliori. Tutto si fa arte, in nome di un desiderio che va oltre la pandemia

Se sugli autobus newyorkesi al finire degli anni Ottanta girava lo slogan pubblicitario Kissing doesn’t kill, oggi la storia sembra capovolta. L’ingenuo bacio, che nei tempi in cui si combatteva l’Aids veniva sostenuto come simbolo dell’amore che non uccide, ora è un pericoloso portatore di virus. 

Baci sui muri…

È bastato poco perché gli artisti di tutto il mondo si cimentassero nel modificare il poetico bacio aggiungendo mascherine di ogni tipo. Non ultimi gli street artist: da Venice Beach, in California, dove Pony Weave dipinge un bacio con mascherina a fiori, all’opera di Rebel Bear apparsa su un muro di Glasgow, il bacio mascherato è approdato anche sui muri di Trastevere nel cuore di Roma.

 

 

L’opera è del francese Christian Guémy aka c215 e ricalca il suo bacio mascherato già comparso sui muri di Parigi e poi di Genova. Dal volto presumibilmente asiatico i due innamorati parigini, più occidentali nei tratti quelli romani, tutti realizzati con una raffinata tecnica di stencil ricca di dettagli e un cromatismo che porta verso una dimensione onirica degna dei migliori graffiti artist.

 

Una coppia con una mascherina si bacia. Opera dello street artist Christian Guémy, a Trastevere, Roma
Un “bacio mascherato” racconta l’amore durante la pandemia, nell’opera di Christian Guémy, a Trastevere, Roma

 

…e baci sospesi

Purtroppo al di là dei rapporti già esistenti e consolidati, molti baci sono rimasti sospesi, non dati, immaginati soltanto. Pensiamo ai tanti giovani, agli adolescenti e a tutti quelli arrivati nell’età in cui il primo bacio non è più un gioco tra bambini, ma diventa qualcosa che apre verso un nuovo mondo di relazioni.

Stiamo assistendo alla sospensione di una generazione fatta di giovani piegati davanti alla finestra di uno smartphone in attesa che tutte quelle relazioni fisiche, che sembrano così ovvie nei film e nei video, possano finalmente essere liberate e aperte da quel primo passo che è l’incontro tra due labbra.

Verso il mare

Dobbiamo spostarci dal centro trasteverino alla periferia e spingerci verso il mare di Passoscuro, un piccolo comune in provincia di Roma, per trovare un’opera dedicata a questa sospensione del bacio. È l’installazione Baci Sospesi, dell’artista romana Barbara Sbrocca, un’opera che incornicia il tramonto in cinque “frames” dal morbido contorno stondato.

 

Una sorta di oblò sul mare che racchiude sogni e ricordi e lascia che il desiderio si spinga verso un incontro immateriale con l’altro, seguendo la poetica dei messaggi in bottiglia.

Ogni curva rappresenta un bacio, sospeso tra il cielo e la terra, e lungo la superficie del bacio inferiore ci sono dei piccoli fori in cui si possono inserire dei messaggi.

L’isola delle correnti

L’opera è stata creata con l’aiuto delle maestranze locali, ed  è stata inaugurata alla fine dell’Estate. È una delle tante creazioni nate all’interno del progetto I Muri Di Passoscuro ideato dall’associazione L’Isola delle Correnti, creata da Valentina Fabi per sostenere l’arte e la cultura nel piccolo comune di Passoscuro, mediante installazioni di street art, opere murali, mostre, dibatti, concerti, presentazioni di libri e proiezioni cinematografiche. 

 

Alla scoperta del “latente”…

«L’idea dei Baci Sospesi è nata durante il primo lockdown, in piena pandemia» racconta Sbrocca. L’artista spiega che il non potersi toccare, abbracciare, baciare ha provocato in lei delle riflessioni sulle dinamiche interne di ogni rapporto:

«A volte la distanza fisica permette l’elaborazione di desideri e fantasie che sanno crescere e portare il rapporto a livelli di intimità anche superiori a quelli fisici. In altri casi invece la distanza può mettere fine a un rapporto, forse accelerando i tempi».

Questo ha spinto Sbrocca a utilizzare al meglio la situazione contingente: «Ho portato avanti una ricerca su quanto si andava palesando, “slatentizzando”, per usare un concetto psichico, proprio grazie alla pandemia. E per farlo ho affiancato alla realizzazione materiale dell’opera una serie di interviste che ho raccolto durante i mesi di lavoro e sto continuando a raccogliere». 

 

Guarda il video dell’inaugurazione di Baci Sospesi 

Racconti di senso

L’opera è accompagnata da un sito in cui al momento sono contenuti 22 file audio con stralci delle interviste fatte. Ogni racconto parte dal concetto del bacio sospeso per raccontare il momento in cui una non realizzazione fisica può portare a una realizzazione intuitiva. «Ciò che sto cercando è il “click” il momento in cui nella nostra mente scatta qualcosa e capiamo. Capiamo il senso di un rapporto o il motivo profondo di una nostra azione», prosegue l’artista, che sottolinea come, tra le 22 interviste realizzate finora, ce ne siano due a persone del Mali che vivono in Italia e sono arrivate attraverso il difficile percorso delle migrazioni. «Hanno messo a rischio la propria vita per raggiungere qualcosa. Se si ascoltano questi racconti, mescolati agli altri in un unico fluire, ci si rende conto che siamo tutti accumunati da una esigenza di realizzazione personale in cui i rapporti contano tantissimo».

 

Ascolta una delle interviste di Baci sospesi

Un bacio come un caffè

Il bacio sospeso di Barbara Sbrocca funziona un po’ come il caffè sospeso alla napoletana: «Chi ha dà. Chi non ha prende». Così i tanti messaggi affidati ai fori del bacio inferiore durante l’inaugurazione sono stati subito presi. L’artista ha invitato tutti a continuare a portare e prendere messaggi.

«Mi ha sorpreso molto vedere che nonostante la pandemia e l’inverno c’è sempre qualche biglietto nell’opera. È diventato un punto di ritrovo per molte persone che si fotografano sotto i baci sospesi, e una ragazza si è addirittura tatuata la scultura sul braccio».

 

Due tazzine di caffè quasi pronte per essere servite
Il concetto di Baci Sospesi, spiega Barbara Sbrocca, è simile a quello del caffè sospeso napoletano. Chi ha dà, chi non ha prende. Senza che le identità siano rivelate

 

Sbrocca racconta che le persone che affidano alla scultura i loro messaggi, lettere d’amore, poesie, riflessioni, sono tantissime. Come fossero messaggi in bottiglia per qualche sconosciuto:

«E questa è la testimonianza di un’esigenza fortissima di rapporto, Covid o non Covid». 

Saperenetwork è...

Dafne Crocella
Dafne Crocella
Dafne Crocella è antropologa e curatrice di mostre d’arte contemporanea. Dal 2010 è rappresentante italiana del Movimento Internazionale di Slow Art con cui ha guidato percorsi di mindfulness in musei e gallerie, carceri e scuole collaborando in diversi progetti. Insegnante di yoga kundalini ha incentrato il suo lavoro sulle relazioni tra creatività e fisicità, arte e yoga.
Da sempre attiva su tematiche ambientali e diritti umani, convinta che il rispetto del proprio essere e del Pianeta passi anche dalla conoscenza, ha sviluppato il progetto di Critica d’Arte Popolare, come stimolo e strumento per una riflessione attiva e consapevole tra essere umano, contemporaneità e territorio. È ideatrice e curatrice di ArtPlatform.it, piattaforma d’incontro tra creativi randagi.

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