Con gli occhi sulla Maremma. La nidiata da star del Falco pescatore

Fra poche settimane, all’inizio di maggio, si schiuderanno le uova di questa specie che è tornata a nidificare in Italia grazie ad un progetto del Parco Regionale della Maremma e del Parco della Corsica. Sotto gli occhi affettuosi di migliaia di appassionati che seguono già oggi l’evento via social

Maremma strappata nei secoli alla malaria, Maremma silvestre e protetta. Maremma amata da umani e specie selvatiche. Proprio qui stanno per prendere il volo cinque nuove nidiate di creature rare, quanto eleganti e potenti: dopo quattro decenni di assenza dall’Italia, il Falco pescatore nel 2011 è tornato a nidificare nel nostro paese e anche quest’anno resterà nella zona in cui è stato reintrodotto per tutta l’estate. Compreso il tempo di vivere la stagione dell’accoppiamento e portare le uova alla schiusa, giusto fra poche settimane, un evento che sarà seguito da migliaia di appassionati durante questa primavera, segnata dalle misure di prevenzione contro la Covid-19.

«Grazie al progetto “Falco pescatore” oggi abbiamo cinque coppie nidificanti, un successo inaspettato con possibilità di espansione sulle vicine isole del Parco dell’Arcipelago Toscano» racconta un sorridente Alessandro Troisi, birdwatcher, editore naturalista, amministratore della pagina Facebook e del sito dedicato al progetto.

 

 

«Quattro di loro – riprende – sono monitorate dalle webcam e stanno diventando rapidamente delle vere star, con 48mila visualizzazioni e migliaia di like. Gli ultimi post girano intorno  sei o settemila visitatori l’uno ed è solo un mese che siamo online. Le storie appassionano birdwatcher e non, studiosi e simpatizzanti di rapaci, che le seguono ormai anche dall’estero. E poiché i testi sono in italiano – conclude Troisi – ci traducono pur di essere aggiornati sugli eventi».

Troisi lavora su questi temi da anni e ha un rapporto veramente speciale con questo rapace diurno. Nasce infatti come appassionato di osservazione ornitologica e illustratore specializzato proprio nello studio di questo falco. Per le sue attività è Ambassador della Swarovski optik, il produttore austriaco di binocoli e cannocchiali. Spiega l’artista-editore:

«Grazie al giornalista e pittore Fabrizio Carbone nel 2015 ho avuto l’onore di esporre alla mostra annuale della prestigiosa Society of Wildlife Artist di Londra il mio taccuino sui falchi pescatori finlandesi. E infine, tout se tient, ho chiamato la mia casa editrice Pandion edizioni dal nome scientifico del falco pescatore».

 

La diffusione del Falco pescatore nel Mare nostrum (illustrazione di Alessandro Troisi)
La diffusione del Falco pescatore nel Mare nostrum (illustrazione di Alessandro Troisi)

 

Il piano di reintroduzione del migratore, ridotto alla fine degli anni ‘60 a pochi esemplari in Corsica e in Marocco, prende forma intorno al 2004, da una collaborazione fra il Parco Regionale della Maremma e il Parco della Corsica. Ha raggiunto il successo attuale grazie alla tenacia del suo ideatore e coordinatore, Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano nonché di Federparchi, e dei suoi appassionati collaboratori.

 

Giampiero Sammuri è il presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano e di Federparchi
Giampiero Sammuri è il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e di Federparchi

 

La fase operativa del progetto parte nel 2006, con le traslocazioni di 33 giovani individui dalla Corsica proseguite fino al 2010: «Il “Pandion haliaetus” è un animale dalla fisiologia complessa, come tutti i rapaci, che soprattutto nei primi anni di vita ha una mortalità molto alta – spiega Sammuri – anche più degli altri rapaci, quindi oltre il 50% soprattutto nel primo anno, a partire dalla cova, di cui si occupa in prevalenza la femmina. Il maschio però le porta il pesce e le dà il cambio mentre lei va a mangiare ed è un momento molto delicato, dove il disturbo umano può fare i danni maggiori: se le uova vengono abbandonate per più di 15 o 20 minuti si raffreddano e possono non schiudersi».

Una volta cresciuti, i falchi pescatori per sopravvivere devono dimostrarsi degli ottimi cacciatori, quindi i giovani inesperti, che trovano spesso i territori migliori occupati dagli adulti, faticano parecchio a trovare il cibo e a farsi una famiglia quando raggiungono la maturità sessuale, intorno ai due o tre anni. Inoltre ci sono i possibili incidenti di percorso in agguato, ancor di più per un rapace che pesca tuffandosi in acqua. Proprio per questo è stata un evento straordinario la prima nidificazione registrata nel Parco della Maremma nel 2011, frutto dell’incontro tra un maschio proveniente dalla Corsica cresciuto e involato nel parco e una femmina nata in natura.

 


L’espansione è iniziata invece nel 2014,
con la prima nidificazione nella vicina Riserva naturale Diaccia Botrona, fra Grosseto e Castiglione della Pescaia, dove nel 2015 due coppie si sono riprodotte con successo. E si è consolidata nel 2018 con una nuova coppia nella Riserva Statale e Oasi Wwf Laguna di Orbetello e l’anno seguente anche nell’Oasi Wwf del Padule Orti-Bottagone, nel Livornese.

«Seguiamo passo passo la vita dei nidificanti. Con le telecamere riprendiamo il nido 24 ore su 24, dalla deposizione alla schiusa delle uova, ai piccoli – spiega ancora Giampiero Sammuri – Poi quando i giovani stanno per involarsi li prendiamo, li pesiamo e li controlliamo, li inanelliamo, apponiamo da ormai più di cinque anni un Gps leggerissimo. È un’operazione molto veloce, con nessun fastidio per l’animale che così possiamo seguire in tutti gli spostamenti».

 

Le webcam puntate sui nidi permettono di seguire minuto per minuto la schiusa (Immagini rielaborate da Vincenzo Rizzo Pinna, Systema naturae)
Le webcam puntate sui nidi permettono di seguire minuto per minuto la schiusa (immagini rielaborate da Vincenzo Rizzo Pinna, Systema naturae)

 

Le webcam rappresentano una finestra aperta per tutti via Facebook sulla vita delle cinque coppie, la cui schiusa delle uova si aspetta entro i primi di maggio. E sarà una gran festa per tutti i follower che grazie alle foto trasmesse in tempo reale, discretamente ma gioiosamente, seguiranno da casa questo avvenimento come fossero lì, ma senza disturbare.

 

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Rossella Bertugno
Rossella Bertugno
Giornalista freelance, dagli anni '90 si occupa di lifestyle, architettura e design. Curiosa di molte cose, ama tutto ciò che è visivo; il cinema, la fotografia, l’arte. Ama la natura e crede che un mondo migliore sia possibile. Ama le storie raccontate dagli altri nei libri e nei film. Ha sempre avuto una predilezione per le parole che fanno riflettere, che emozionano, divertono, o magari disturbano. Così nel suo lavoro – da Elle Decor a Io Donna, da At Casa a La Nuova Ecologia a Leiweb - ha mescolato il più possibile le proprie passioni, cercando di unire ambiente e cultura, immagini e testo, fotografia e parole.

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