Un viaggio intorno al mondo seguendo le conchiglie

In Umbria, cuore verde d’Italia e regione senza mare, è conservata la più vasta collezione di conchiglie d’Europa. Un tesoro custodito dal Malakos, museo malacologico nato dalla passione del biologo Gianluigi Bini. Tra molluschi e conchiglie di ogni forma, colore e dimensione, un vero e proprio viaggio nei mari di tutto il mondo

Avreste mai immaginato che la più vasta collezione museale di conchiglie d’Europa potesse essere in Umbria, una regione senza mare? Invece è proprio nel cuore verde d’Italia che ha sede Malakos, museo malacologico nato dalla passione e dal lavoro di una intera vita del professor Gianluigi Bini, fondatore del museo e suo curatore, e che è oggi un punto di riferimento per appassionati e studiosi. Malakos non è infatti solo il museo nella Villa Capelletti alle porte di Città di Castello, Perugia, è anche la sede della collezione di riferimento per il Cnr-Ismar di Bologna e accoglie i ricercatori che chiedono consulenza o confronto sull’identificazione e classificazione delle specie.

La malacologia, scienza e etica

La malacologia è infatti la branca della zoologia che studia i molluschi e la concologia, in particolare, si sofferma sullo studio del guscio di carbonato di calcio che può assumere le forme e i colori più diversi: un arcobaleno che si apre agli occhi del visitatore già nel prime teche del museo. Nel primo corridoio che si percorre entrando è impossibile non soffermarsi davanti alla ricostruzione fedele dell’habitat della barriera corallina. L’esposizione ha origine dal un ingente sequestro da parte del Corpo forestale dello Stato nel porto di Genova. All’interno dei container sequestrati specie rarissime destinate al contrabbando. Una parte di questo tesoro è finita nei musei di Londra e Parigi e una parte qui al Malakos:

«Un monito a chi si fa attrarre dai mercatini esotici», ci dice la dottoressa Debora Nucci, responsabile dell’attività didattica: «Vogliamo ricordare ai visitatori che ogni volta che comprano un pezzo di corallo o un souvenir stanno portando via dal mare un organismo vivente, parte di un delicato equilibrio, per farne monili o soprammobili».

 

Guarda la barriera corallina spiegata dal Prof. Gianluigi Bini 

Viaggio intorno al mondo, tra acque dolci e salate

Il Malakos è organizzato per accogliere i suoi ospiti con una prima sezione che chiarisce la biologia dei molluschi e ne fornisce le informazioni generali per poi aprirsi in un percorso che è un viaggio intorno al mondo, dal Polo Nord al Polo Sud, per scoprire le specie che abitano alle diverse latitudini e climi, e conoscerne le aree biogeografiche di diffusione. Ci sono poi le teche con i molluschi terrestri dai colori brillanti, le conchiglie di acqua dolce, l’eleganza delle forme dei “pettini di Venere” e i disegni geometrici delle conchiglie del genere Conus, capaci di produrre uno dei più letali veleni al mondo: la conotossina che paralizza la preda del mollusco e che, invece, potrebbe diventare un’arma nelle mani della scienza medica per combattere il dolore.

La meraviglia di forme, dimensioni e colori

Le conchiglie esposte sorprendono per forme, dimensioni e colori. Passando da una stanza all’altra si possono scoprire le circa 3000 esposte, una piccolissima parte dell’archivio di 600.000 esemplari in possesso al museo.

«Nessuna delle conchiglie è stata comperata – precisa Nucci – sono tutte frutto dell’attività del professor Bini e delle donazioni ricevute da altri malacologi. Le conchiglie richiedono cura e attenzione, un ambiente secco e periodica pulizia e trattamento perché i gusci non si sfaldino». 

Fra queste delle vere rarità come 23 delle 30 specie conosciute di Pleurotomaria, le conchiglie di Syrinx aruanus che possono accogliere molluschi dalle grandi dimensioni fino anche a 18 chilogrammi e, nella Sala dei fossili viventi, si possono ammirare i Nautilus. Alla fine del percorso, una piccola zona dedicata alla paleontologia.

Una vita per il mare

E l’attività, e la vita, del professor Bini è tanto affascinante quanto il suo museo. Se si ha la fortuna di partecipare a una delle visite in sua compagnia, non mancherà di raccontarvi una delle sue storie di mare. Iniziò a frequentare da adolescente La Specola, il Museo di storia naturale di Firenze, e a partecipare alle spedizioni estive in Africa per lo studio dei serpenti. Dopo la laurea in Scienze Naturali, con specializzazione in Erpetologia, andò a studiare Biologia marina in Australia, diventando poi professore della Sydney University. Decise però di lasciare l’insegnamento e di portare avanti le sue ricerche con le spedizioni oceanografiche. Vi potrà raccontare di quando sperimentava le tute anti-squalo, delle immersioni a 120 metri di profondità, di quando studiava gli squali bianchi calandosi in acqua in gabbie di protezione. Dopo una di queste immersioni, un embolo gassoso, insidioso rischio per gli esploratori dei fondali, gli ha causato una lesione al nervo sciatico che lo costringe ora ad accompagnare i suoi passi con un bastone ma che non ferma l’energico professore che ha da poco scoperto una nuova specie, l’Iphitus mercatii. Un’attività di studio che è valsa anche l’attribuzione del suo nome a una specie di nuova identificazione la Cinguloterebra Binii.

Le attività del Malakos

Il Malakos non è però solo un museo, ma è anche un luogo di divulgazione scientifica per adulti e bambini. Per gli adulti ci sono le visite serali e per i bambini i laboratori da zero a cinque anni, e quelli per i più grandi dai sei anni in poi.  Ci sono poi i percorsi didattici per le scuole con laboratori di chimica, biologia, vulcanologia e, per le scuole superiori, di paleontologia. C’è anche la Labo-Car, un laboratorio su ruote che permette di allestire sessioni individuali e di gruppo anche all’aperto, ad esempio nel cortile della scuola o in un parco.

Piccoli divulgatori crescono

«Nei nostri laboratori applichiamo il metodo deduttivo, diamo gli strumenti ai bambini e ai ragazzi per fare le loro osservazioni e per produrre alla fine dei risultati, che possono essere esperimenti riusciti ma anche delle constatazioni da cui trarre conclusioni», dice la dottoressa Nucci, che segnala anche i mini-corsi annuali per le scuole, uno sulla plastica e uno di divulgazione scientifica. «In particolare – spiega Nucci – quest’ultimo insegna come condurre esperimenti da riproporre ai coetanei e come diventare dei divulgatori, perché la “peer communication” è per i ragazzi più convincente e coinvolgente di quella che può venire da un adulto». E anche se adesso l’attività didattica diventa più complessa da gestire, il Malakos non si ferma e pensa già a nuove forme di coinvolgimento anche solo per le famiglie e piccolissimi gruppi, perché le stanze del museo possano ancora risuonare delle voci dei suoi ospiti.

 

Progetti per il futuro

Con il biglietto del museo si può anche visitare il Centro Documentazioni delle Tradizioni Popolari (in questo momento chiuso per rispettare le normative anti Covid) con la ricostruzione degli ambienti contadini e della vita degli inizi del ‘900, di cui un assaggio sono i mezzi agricoli antichi che trovano posto nel parco della Villa Capelletti. Altra storia affascinante è quella di questa Villa cinquecentesca che era usata dal marchese Capelletti per far posto alla sua passione per i treni e una collezione di modellini che si trova al primo piano della villa, proprio sopra il museo delle conchiglie. Ma dovremo ancora aspettare la fine del restauro per poter parlare anche di questa singolare mostra, fra le più importanti del ferromodellismo in Italia. Un’ulteriore buona occasione per tornare ad ammirare incantati le conchiglie di tutte le forme e colori.

Saperenetwork è...

Maria Luisa Vitale
Maria Luisa Vitale
Calabrese di nascita ma, ormai da dieci anni, umbra di adozione ho deciso di integrare la mia laurea in Farmacia con il “Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza” dell’Università di Ferrara. Arrivata alla comunicazione attraverso il terzo settore, ho iniziato a scrivere di scienza e a sperimentare attraverso i social network nuove forme di divulgazione. Appassionata lettrice di saggistica scientifica, amo passeggiare per i boschi e curare il mio piccolo orto di piante aromatiche.

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