Il nostro Dossier sui Centro estivi 2020

Il nostro Dossier sui Centro estivi 2020

In vacanza nella natura, anche quest’anno. La nostra guida ai centri estivi

Piccole e grandi associazioni, enti locali e centri educativi hanno organizzato, in extremis, le proprie proposte per l’estate 2020. Abbiamo provato a raccoglierle per mettervi in condizione di scegliere l’esperienza migliore per far riconciliare i ragazzi con gli altri e con l’ambiente

Vuoi segnalare il tuo centro estivo? redazione@sapereambiente.it (mappa a cura di VALENTINA D’AMORA e ALESSIA COLAIANNI)

Andare a cavallo o in kayak, percorrere sentieri di montagna o scoprire i segreti della dieta mediterranea a chilometro zero: sono alcune delle possibilità offerte dai campi estivi a bambini e ragazzi, per trascorrere a contatto con la natura una parte dell’estate. E quest’anno il contatto con la natura è particolarmente importante, dopo il forzato isolamento dei mesi di lockdown. Al punto che il Governo, con l’articolo 105 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, ha stanziato 150 milioni di euro destinati però soprattutto ai centri diurni. Tali finanziamenti sono stati destinati alle Regioni, che poi li hanno assegnati ai Comuni che ne hanno fatto richiesta.

Diurni o residenziali?

D’altra parte l’organizzazione delle attività all’aperto, soprattutto da parte delle grandi associazioni che se ne occupano di solito, ha subito una seria battuta d’arresto a causa del blocco dovuto all’epidemia e delle incertezze della fase due. Sul sito di Legambiente, che di solito propone il vademecum dei propri campi fin dal mese di maggio, cominciano solo ora ad apparire le prime proposte mentre le cooperative legate al Wwf hanno cancellato diversi dei loro Campi avventura. Un importante centro per l’educazione ambientale come la Casa Laboratorio di Cenci, vicino Terni, ha scelto una soluzione mista: solo campi diurni in giugno, campi residenziali in luglio, così da avere un po’ più di tempo per poterli programmare.

Prudenza e organizzazione

Man mano, però, sia pure con un certo ritardo e un po’ alla spicciolata, a livello locale ci si organizza. In Campania, ad esempio, Legambiente Geofilos  fin dall’inizio di giugno ha ripreso le attività diurne del suo Green Village a Succivo, nel Casertano. Come sottolinea Teresa Ubaldini, responsabile dell’attività, non è cambiato molto rispetto agli anni precedenti: «Abbiamo sempre lavorato con gruppi di sette-dieci bambini e poiché svolgiamo le nostre attività principalmente negli orti del Casale di Teverolaccio, il distanziamento è facilissimo da ottenere. Le borracce sono personalizzate con i nomi dei bambini, ci si lava spesso le mani e se capita di dover fornire delle stoviglie ricorriamo al monouso compostabile. L’unica differenza rispetto al passato è il triage all’ingresso con la misurazione della temperatura e, ove necessario, l’uso della mascherina».

Le linee guida

Le norme anti-Covid costituiscono un problema soprattutto per i campi residenziali. Le linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia richiedono, per il rispetto delle distanze, una gestione degli spazi che costringe a ridurre drasticamente i posti letto. Come si legge sul sito governativo:

«Occorre prevenire la condivisione di spazi comuni per i pernottamenti, soprattutto quando non risulti possibile garantire il corretto distanziamento fisico e la corretta osservanza delle misure igienico sanitarie per la prevenzione del contagio; i partecipanti devono rispettare il distanziamento fisico e, quando non sia possibile rispettarlo, devono indossare mascherine chirurgiche».

Precauzioni e limitazioni

Sia per i campi diurni sia per quelli residenziali le linee guida impongono diverse limitazioni: i gruppi affidati a ciascun operatore dovranno essere poco numerosi, con un operatore ogni 5 bambini per la fascia di età da 0 a 5 anni, un operatore ogni 7 bambini da 6 a 11 anni e uno ogni 10 ragazzi da 12 a 17 anni. Dovranno essere previsti punti dove è possibile lavarsi o igienizzarsi le mani più volte, gli operatori dovranno avere la mascherina e in caso di necessità la visiera, tutti gli oggetti usati dai bambini devono essere disinfettati e così pure gli spazi, soprattutto quelli interni. Dovrà esserci una segnaletica con messaggi educativi sulla prevenzione del contagio, l’accesso di genitori e accompagnatori è fortemente limitato e soggetto a severi controlli.

Differenze tra Regioni

Le Regioni hanno poi recepito queste linee guida, talora modificandole o integrandole, sempre nel senso di una maggiore severità. In Piemonte i campi potranno essere esclusivamente diurni, in Liguria si è posto l’accento sull’età degli operatori che preferibilmente non dovrebbe superare i sessant’anni, in Friuli-Venezia Giulia sono previsti momenti di sensibilizzazione per i genitori sulle regole da rispettare e far rispettare ai propri figli. In Lombardia si richiede di prevedere un rapporto tra personale educativo e minori 1:3 per bambini 0-3 anni, 1:5 per bambini 4-6 anni, 1:7 per minori 6-11 anni e 1:10 per bambini 12-17 anni. Il rapporto fra l’educatore e i giovanissimi utenti dovrà in ogni caso essere costante e così anche la composizione dei gruppi, in modo da rendere tracciabili eventuali contagi.

La nostra mappa

Ma come scegliere, specialmente quest’anno, la situazione migliore per i nostri ragazzi? Abbiamo provato a realizzare una piccola guida regione per regione, senza le pretesa di essere esaustivi , che proveremo ad aggiornare durante le prossime settimane. Sperando di aiutare le bambine e i bambini a riscoprire boschi, alberi, prati, ruscelli, la sensazione della notte che arriva, la fame con il pranzo al sacco…

Tutte esperienze che, Covid o non Covid, a molti bambini sono sempre più estranee e che rappresentano la base per una sana crescita.

Cerca il campo estivo nella tua regione

Schede a cura di Valentina D’Amora e Alessia Colaianni

Abruzzo Valled'Aosta Puglia Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-VeneziaGiulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Sardegna Sicilia Trentino-AltoAdige Toscana Umbria Veneto

Vuoi segnalare il tuo centro estivo? redazione@sapereambiente.it

Saperenetwork è...

Lilly Cacace
Lilly Cacace
Educatrice ambientale di esperienza venticinquennale, coordina il gruppo Scuola di Legambiente Ischia. Per l’Amp Regno di Nettuno, dal 2016, progetta e coordina “Nettuno va a scuola”, progetto educativo gestito in collaborazione con Legambiente Ischia e con le Scuole delle isole di Ischia e Procida. Autrice di "Alberi: Storie di amicizia tra persone e piante" (Albatros Edizioni Equosolidali, 2005). Ha scritto per Ischia News, Kaire, La Nuova Ecologia, .eco. Dirige l’Associazione "Gli alberi e noi - Isola Verde", per la quale gestisce progetti educativi e di volontariato, fra cui “Un mese per gli Alberi”. Laureata in Filosofia, le sue ricerche riguardano il rapporto fra educazione, cura dell’ambiente e felicità individuale.

Parliamone ;-)

Instagram did not return a 200.