Tommaso Dami, Ana Soto e Cosimo in una piantagione di ulivi

Tommaso Dami, Ana Soto e Cosimo Lunetti sono i fondatori di Ager Oliva

«Quando si libera il tempo, si libera la mente». Tommaso Dami, 30 anni, una laurea in Economia, è anima e motore della di Ager Oliva: la start-up toscana che propone l’adozione a distanza degli ulivi per salvare queste meravigliose piante e il paesaggio che generano. Un’idea che affonda le radici nel primo loockdown:

«L’anno scorso, durante la prima emergenza Covid, ho dato concretezza a un pensiero che mi accompagnava da tempo – spiega Dami – Ovvero restituire vita al patrimonio agricolo toscano attraverso il recupero di ulivi abbandonati che mettiamo in adozione. Chi decide di sostenere il nostro progetto, può venire a visitarli, seguendo così da vicino il loro recupero e ricevendo a casa olio extravergine biologico».

 

 

Un’idea semplice ma importante, a tutela di una specie minacciata anch’essa dal cambiamento climatico, dalle malattie e dalle problematiche economiche cui vanno incontro i produttori, soprattutto nelle zone collinari dove è più difficile meccanizzare il raccolto e la gestione complessiva non è competitiva con le aziende di pianura. Soprattutto qui colpisce l’abbandono, che secondo un rapporto prodotto nel 2015 da Coldiretti riguarda 4 milioni di piante nella sola Toscana: «Si tratta di piante situate più spesso su terreni pubblici, ad esempio demaniali, che privati. Le cause dell’abbandono sono disparate, ma principalmente il problema sta nell’alto costo di gestione: quando le nuove generazioni ereditano queste terre non possono o non vogliono dedicare il proprio tempo libero alla coltivazione delle piante e al contempo diventa oltremodo gravoso pagare terzi per mantenerle».

Guarda la presentazione del progetto


Tommaso
così capisce che la natura ha bisogno dell’aiuto dell’uomo per essere coltivata e preservata. Comincia a riflettere su come recuperare queste piante creando valore aggiunto. Nel settembre 2020 vengono gettate le basi del progetto creando un team che, oltre a Dami, comprende Ana Soto, 27 anni, laurea in Economia e Commercio Internazionale ed ora a capo del marketing e del customer care, e Cosimo Lunetti, 22 anni, social media manager con in tasca un certificato Enac per drone video maker.

 

Leggi anche
Vacanze fuori dal mondo. Da una start-up la piattaforma italiana del glamping

 

Nel marzo 2021 il lancio ufficiale della startup Ager Oliva, che rompe il cerchio vizioso dell’abbandono acquistando gli appezzamenti o affittandoli e programmando gli interventi sugli ulivi a seguito del processo di adozione. L’obiettivo è anche quello di creare posti di lavoro nel settore della coltivazione rendendo di nuovo produttivo l’ulivo e aumentare la produzione di extravergine toscano, sempre più richiesto sui mercati internazionali:

«La nostra missione – aggiunge Dami – è sì salvare gli ulivi, ma anche contribuire a salvaguardare il territorio sempre più minacciato dal dissesto idrogeologico. Nelle zone di collina non essendo possibile industrializzare la produzione, l’ulivo diventa un patrimonio ambientale che la Toscana rischia di perdere e che deve assolutamente essere tutelato».

La procedura di Ager Oliva è rigorosa: dopo il taglio di eventuali rami infestati e secchi, viene sfalciata l’erba intorno alla pianta, si sistemano gli argini e le fosse limitrofe, infine si tagliano i polloni (rami sterili che tolgono nutrimento all’albero) che crescono alla base del tronco. Poi si passa alla concimatura organica delle piante. Molto spesso gli ulivi abbandonati presentano varie malattie e un’evidente mancanza di nutrimenti: per questo si interviene con trattamenti biologici.

 

Con la potatura, si ripristina la chioma riportando la pianta nella situazione ottimale per dare il frutto. Tra ottobre e novembre si raccolgono le olive e, in 24 ore, si portano in frantoio per la spremitura a freddo. Lo stoccaggio dell’olio avviene in tini di acciaio per non far modificare le qualità organolettiche, prima dell’imbottigliamento e della spedizione che avviene subito dopo la spremitura.

Come partecipare

Adottare un ulivo è facile. Su  www.ageroliva.it si sceglie la zona geografica e addirittura la singola pianta. Al costo di 49 euro l’anno si potrà dare il nome all’albero, che porterà il cartello in evidenza, fare visita alla pianta e ricevere due litri d’olio d’oliva extravergine per ogni pianta adottata. Un’altra possibilità, sempre scegliendo l’ulivo ed il nome, é quella di donarlo ai propri amici, familiari o ai dipendenti della propria azienda, regalando così un pezzo di terra toscana.

Saperenetwork è...

Marina Maffei
Marina Maffei
Giornalista e cacciatrice di storie, ho fatto delle mie passioni il mio mestiere. Scrivo da sempre, fin da quando, appena diciassettenne, un mattino telefonai alla redazione de Il Monferrato e chiesi di parlare con l'allora direttore Marco Giorcelli per propormi nelle vesti di apprendista reporter. Lì è nata una scintilla che mi ha accompagnato durante l'università, mentre frequentavo la facoltà di Giurisprudenza, e negli anni successivi, fino a quando ho deciso di farne un lavoro a tempo pieno. La curiosità è la mia bussola ed oggi punta sui nuovi processi di comunicazione. Responsabile dell'ufficio stampa di una prestigiosa orchestra torinese, l'OFT, scrivo come freelance per alcune testate, tra cui La Stampa.

Sapereambiente

Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!


Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella di posta per confermare l'iscrizione

 Privacy policy


Parliamone ;-)

Instagram did not return a 200.